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Laboratorio insegnanti di religione scuola secondaria superiore

Presentazione delle modalità di utilizzo, nel lavoro d’aula, di diapositive e di immagini dal contenuto religioso.
- quarto incontro: 13 gennaio 2003 -

Iconografia sacra

L’immagine, in una società come la nostra, permette, a mio parere, una particolare via d’acceso alla conoscenza, perché interpella comunque chi osserva, incute curiosità ed interesse, premesse indispensabili queste per “apprendere”. Può diventare un “mezzo di trasporto” privilegiato per accedere a contenuti altrimenti oscuri. Il linguaggio iconico, inoltre, richiama alla sfera dell’immaginario dell’osservatore, al suo personale sentire, al suo percepire l’oggetto in modo fantasioso e creativo.
In una lezione frontale il rischio è di rendere l’oggetto culturale poco appetibile, specialmente se riguardante tematiche di tipo religioso, settore questo quasi sconosciuto alla generazione dei nostri studenti. Un mediatore didattico come quello iconico e simbolico può facilitare un’attenzione immediata.
L’immagine è in grado di aggiungere alla comunicazione verbale o scritta, cambiamenti e nuove interpretazioni, rispetto a quelle canoniche. L’icona permette una decodificazione di tipo personale, senza intaccare, per questo, il significato intrinseco dell’immagine stessa. L’assemblaggio dei vari significati sia razionali che simbolici, fa’ comprendere come questo mediatore può essere vissuto: come contenuto didattico e pedagogico, come oggetto contemplativo e come espressione estetica.
L’elemento simbolico racchiuso nell’immagine richiama ad un pathos e ad un coinvolgimento soggettivo.
La proiezione di diapositive o l’utilizzo della lavagna luminosa, a differenza di un’immagine in movimento, lasciano più tempo per la riflessione personale e permettono, in virtù della staticità dell’immagine stessa, interventi attivi sia da parte dell’insegnante, sia da parte degli alunni, nella richiesta di spiegazioni e di chiarimenti.
In questa prospettiva, emerge la capacità di “in-segnare”, cioè di lasciare delle tracce umane e culturali, delle domande, delle curiosità.
Stimolare, sensibilizzare, cercare di porsi di fronte alle cose belle con stupore sia in termini culturali che emotivi, questo è l’obiettivo prioritario: accorgersi del bello e farsi coinvolgere dal senso e dalla spiritualità.


Metodo e approccio

Al percorso didattico attraverso diapositive dal contenuto artistico-sacro:

  • assume un’importanza fondamentale specificare agli studenti gli obiettivi didattici che si vogliono raggiungere, prima di iniziare qualsiasi proiezione.
  • Il percorso estetico, così delineato, prepara gli alunni ad affrontare le immagini inserendole in un contesto storico specifico e in una prospettiva culturale e religiosa non anacronistica e avulsa dalla loro esperienza.
  • Si procederà, inoltre, a stimolare i ragazzi ad esercitarsi nell’osservazione attenta dell’immagine, alla descrizione, all’individuazione di particolari, alla sua interpretazione in quanto opera d’arte.

Obiettivi didattici ed educativi

L’opera d’arte vuole essere pertanto fonte di conoscenza e di esperienza, al fine di comprendere ed apprezzare i contenuti religiosi e i valori umani da essa veicolati.
L’arte cristiana sia figurativa che architettonica, da sempre animata dal desiderio di rivelare un aspetto nascosto del mistero-Dio, in termini simbolici, si è proposta di esplorare questa inaccessibile Verità attraverso il senso della bellezza (dal greco filokalia...bello e buono):
“La Bellezza può essere da tutti compresa, credenti e non, in quanto è comunicazione che raggiunge i sensi, l’intelletto, il cuore, l’anima di chiunque “(F. Zeri ).
L’arte nelle varie tipologie, specialmente quella plastico-figurativa intelligentemente scelta dalla religione cristiana, a differenza che negli altri monoteismi, diviene strumento teologico per contemplare (pietas), per conoscere (contenuti dottrinali)per educare e per catechizzare:
Nella scuola si può proporre una formazione attraverso le opere d’arte similare a quella proposta dalla Chiesa, eccetto la catechizzazione, permettendo agli alunni di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • trovare un collegamento interdisciplinare tra l’IRC e la storia dell’arte;
  • apprezzare la funzione dell’arte nell’espressione della fede cristiana e non;
  • saper decodificare il messaggio simbolico della produzione artistica e liturgica cristiana;
  • comprendere che il pensiero religioso influisce sulla vita sociale e culturale e non rimane un fatto privato o personale.

I precorsi didattici per l’insegnamento di religione nelle scuole secondarie superiori

Le diapositive e le immagini stampate sui lucidi sono funzionali alle seguenti aree tematiche del biennio e del triennio, delineate dalla deliberazione della giunta provinciale n. 3432, del 31 agosto 1999, dove sono stati formulati i nuovi “Percorsi didattici per l’insegnamento di religione nella scuola di secondo grado ed artistica in lingua italiana della provincia autonoma di Bolzano”:

  • incontro con i molti volti del Divino: Il volto del Dio di Gesù Cristo, le manifestazioni del divino lungo la storia nelle diverse culture.
  • alla scoperta del Cristianesimo nella storia: le origini della Chiesa da Cristo; Cristianesimo e culture;
  • aprirsi agli interrogativi della vita e alle sfide dell’etica: etica della solidarietà;
  • tante domande di fronte al fatto religioso.

I contenuti che emergono dalla presentazione iconografica possono partire:

  • dall’introduzione della Bibbia: dalla Genesi ai Profeti, alla vita del Cristo, al giudizio universale;
  • dai simboli del Cristianesimo;
  • dalla rappresentazione del Bene e del male;
  • dall’esemplarità della vita dei santi, ecc.

Attraverso altre diapositive si possono presentare alcune religioni facendo scoprire usi e tradizioni liturgiche, luoghi di culto ecc.

Bibliografia sui simboli

  • J.C.Cooper, "Enciclopedia illustrata dei simboli", ed. Muzzio
  • H. BIEDERMANN, Enciclopedia dei simboli, [Milano], Garzanti, 1999
  • Zeri, Federico, Dietro l'immagine : conversazioni sull'arte di leggere l'arte /, redazione a cura di Ludovica Ripa di Meana. - 1988

prof.ssa Antonella Vallese

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