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Laboratorio insegnanti di religione
scuola secondaria superiore
“Gestire
la classe“ C.M. Charles
Teorie della disciplina di classe
e applicazioni pratiche
A cura di M.Comoglio
LAS – Roma
- terzo incontro: 9 dicembre 2002
-
Parte prima
Lavoro fondamentale nella disciplina
di classe
Analisi del gruppo classe:
i ruoli e i comportamenti dello
studente in classe
1. Leader:
un ruolo di leadership è
pressoché disponibile in
quasi tutti i gruppi.
2. Pagliacci:
sono individui che assumono il
ruolo di comici.
3. Vittime: consentono
ai membri del gruppo di comportarsi
male.
4. Istigatori:
causano guai ma fanno apparire
di non essere coinvolti.
Le dinamiche di gruppo:
aiutano a produrre codici non
scritti di condotta di classe
1. Comportamento contagioso:
il comportamento indesiderabile
si diffonde rapidamente nella
classe.
2. Il capro espiatorio:
il gruppo riversa la sua ostilità
su un individuo o su un sottogruppo.
3. Il “cocco”
dell’insegnante.
4. Reazione agli estranei:
le reazioni agli estranei forniscono
una chiave di accesso alle emozioni
del gruppo.
5. Disgregazione di gruppo:
si verifica quando un gruppo perde
la sua coesione (nuove attività,
nuove proposte e relazioni di
lavoro)
Ruoli psicologici degli
insegnanti: gli studenti
assegnano agli insegnanti ruoli
diversi sui quali l’insegnate
può avere un controllo.
Tecniche per sostenere
l’autocontrollo
1. Mandare segnali
soprattutto durante le prime manifestazioni
del comportamento scorretto.
2. Vicinanza fisica:
spostarsi vicino ai più
trasgressori aiuta a riprendere
il controllo.
3. Mostrare interesse.
4. Umorismo:
benevolo e accompagnato da un
sorriso.
5. Ignorare:
il comportamento occasionale scorretto
non riceve alcuna attenzione di
rinforzo.
6. Strutturare
le attività tenendo conto
della collocazione oraria.
7. Stabilire una routine:
Gli alunni devono sapere esattamente
cosa devono fare e quando.
8. Fissare limiti chiari
e sostenibili: il comportamento
scorretto serve per scoprire i
limiti tollerati dall’insegnante.
Disciplina e tipi di
insegnanti
1. insegnanti autoritari:
comandano, impongono idee, censurano,
dominano.
2. insegnati permissivi:
non pongono limiti, non ricorrono
a conseguenze logiche, trovano
scuse al comportamento scorretto.
3. insegnanti democratici:
stimolano le idee, la cooperazione,
la responsabilità condivisa.
Caratteristiche delle loro classi:
è presente l’ordine
per il lavoro richiesto –
sono attive regole e responsabilità
condivise – cooperazione
è più evidente della
competizione – discussioni
di gruppo sui problemi della classe
– l’atmosfera è
amichevole.
4. insegnanti ostili:
sembrano vedere gli alunni come
avversari.
5. insegnanti non assertivi:
hanno un approccio passivo verso
gli alunni. Non stabiliscono con
chiarezza le loro aspettative.
6. insegnanti assertivi:
esprimono in modo chiaro, sicuro
e coerente la aspettative di classe.
Disciplina e falsi obiettivi
Il naturale
obiettivo di appartenenza
motiva il comportamento dello
studente.
Gli studenti scelgono
il comportamento che
a volte si configura come falso
obiettivo. Si
identificano i falsi obiettivi
valutando la risposta dell’insegnante:
Se l’insegnante si sente:
• seccato:
lo studente cerca attenzione
• minacciato:
lo studente sta cercando il potere
• ferito:
lo studente sta cercando la vendetta
• impotente:
lo studente sta ostentando inadeguatezza.
Parte seconda
Modelli applicativi di
disciplina di classe
Organizzazione del lavoro
Stabilire un piano di
disciplina che fornisca struttura
e identifichi i limiti di comportamento:
Le scuole esistono
per gli studenti, non per gli
insegnanti.
La responsabilità,
non l’obbedienza, è
l’obiettivo della disciplina.
Regole: devono
definire comportamenti osservabili
piuttosto che idee vaghe.
Gli studenti
scelgono il loro comportamento
che non è fuori dal loro
controllo.
L’autorità
è una condizione che consente
di esercitare controllo sugli
altri:
1) l’autorità
E “Expertise”
è la competenza riconosciuta
in una data materia. E’
connessa alla conoscenza, all’esperienza,
alla pratica, all’abilità.
2) l’autorità
J “Job” è
basata sul tipo compito/funzione
3) l’autorità
C “Contract”
proviene dai contratti e dagli
accordi deriva dalla quotidiane
interazioni, dagli accordi e contratti.
4) l’autorità
P “Power” è
il potere di controllare gli altri.
Consiste nell’abilità
di una persona di controllare
Le
prime tre forme di autorità
sono sorgenti d’influenza
mentre la P è una sorgente
di controllo.
5) la gestione partecipativa
permette agli studenti di prendere
parte alla soluzione di problemi
e alle decisioni che riguardano
la classe e le sue regole.
• sottolineare la
responsabilità dello studente
nel fare buone scelte.
• Stabilire le regole
di classe che devono
essere formulate congiuntamente
da insegnante e alunni.
• Non accettare scuse.
Chi accetta scuse dice che è
giusto infrangere un impegno.
• Richiede giudizi
di valore.
• Essere persistenti
• Rivedere
il sistema di disciplina e revisionarlo
se necessario.
Il contratto sociale
Regole di classe
e conseguenze vanno concordate
con gli alunni, messe per iscritto
e controfirmate. Il documento
deve essere affisso in classe.
Gli incontri di classe
Enfatizzano
la partecipazione di ognuno, la
risoluzione di gruppo di problemi,
vi si pratica la comunicazione
e la cooperazione. Gli studenti
imparano abilità sociali
come saper ascoltare, parlare
a turno, ascoltare punti di vista
diversi, negoziare e assumersi
la responsabilità delle
proprie scelte.
1. formare un
cerchio
2. creare un ordine del giorno
3. mostrare apprezzamento per
gli altri
4. sviluppare abilità comunicative
5. apprendere su distinte realtà
6. considerare problemi e trovare
soluzioni
Parte terza
Modelli applicativi “emergenti”
di disciplina di classe
Il ruolo dell’insegnante
L’insegnante deve porsi
due interrogativi
1. “Qual è
il mio obiettivo nell’insegnamento?”
la prima domanda riguarda ciò
che gli insegnanti sperano di
raggiungere con gli studenti
2. “Qual è
la mia filosofia di insegnamento?
La seconda riguarda le modalità
con le quali pensano di portare
a termine il compito.
Bibliografia dei testi
che utilizzo
G.
F. Ravasi
|
La
Bibbia inserto di “Famiglia
Cristiana” |
E. Drewermann
|
Il vangelo secondo
Marco
Il vangelo secondo Matteo
Il messaggio delle donne |
J.
Eisenberg – E. Wiesel
|
Giobbe
o Dio nella tempesta |
Giacomo Debenedetti
|
Profeti |
H.
Wolff
|
Vino
nuovo-otri vecchi
Gesù psicoterapeuta
Gesù, la maschilità
esemplare |
Carla Ricci
|
Maria di Magdala
e le molte altre |
E.A.
Johnson
|
Colei
che è |
Bruna Forte
|
Gesù
di Nazaret |
E.
Moltmann-Wendel
|
Le
donne che Gesù incontrò |
David Flusser
|
Jesus |
Sallie
Mc Fague
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Modelli
di Dio |
E. Schùssler
Fiorenza
|
Gesù
figlio di Miriam, profeta
della sofìa |
V.Messori
|
Ipotesi
su Gesù |
Prof.ssa Loredana Ducati
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