Nella scuola che orienta, che considera l'apprendimento non come un insieme di informazioni ma come una possibilità offerta allo studente di crescere, di conoscere e di conoscersi per progettare più consapevolmente le linee guida del proprio futuro, è implicito che tutte le discipline devono o dovrebbero inserirsi all'interno di una modello progettuale che fa della didattica orientativa il proprio punto di riferimento. Didattica orientativa quindi da intendere come presupposto ad un processo di crescita, sviluppo ed emancipazione che porta ad operare scelte autonome e consapevoli nella costruzione e realizzazione del progetto di vita personale e professionale, un processo il cui sviluppo è di pertinenza, per una parte importante, della scuola, sin dal primo ciclo dell’istruzione. Questo approccio didattico, accanto a tutta l’altra progettualità finalizzata all’orientamento nei suoi diversi aspetti messa in campo dalle Istituzioni scolastiche e dagli Enti pubblici e privati, è coerente con l’indicazione del Ministero dell'Istruzione (Direttiva 487 del 6.8.1997, art.1.) che dice: 'L'orientamento - quale attività istituzionale delle scuole di ogni ordine e grado - costituisce parte integrante dei curricula di studio e, più in generale, del processo educativo e formativo sin dalla scuola dell'infanzia. Esso si esplica in un insieme di attività che mirano a formare e a potenziare le capacità delle studentesse e degli studenti di conoscere se stessi, l'ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinché possano essere protagonisti di un personale progetto di vita, e a partecipare allo studio e alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile”.
L’Assessore Il Sovrintendente Scolastico Dott. Christian Tommasini Prof.ssa Bruna Visintin Rauzi
(Autore: PZ) |