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Orizzonti scuola - 04.07.2005  10:30

Dossier: Materiali e riflessioni sull’integrazione scolastica degli alunni stranieri in Italia

La sempre maggiore presenza di minori stranieri nelle nostre scuole implica la necessità per il sistema scolastico italiano di aprirsi alle esigenze di una scuola sempre più multiculturale e di contribuire ad una piena integrazione degli alunni stranieri e delle loro famiglie nella nostra società.

 
 
 
In che modo la scuola può concorrere a tale importante compito?

In primo luogo,  il nostro sistema scolastico ha compiuto l’importante scelta di non separare i bambini stranieri dal resto della classe, ma di integrarli insieme ai compagni italiani.  Inoltre, se necessario per un rafforzamento delle loro competenze, per gli alunni immigrati sono previste delle ore di insegnamento extra. Una particolare attenzione viene riservata, naturalmente, al potenziamento della lingua italiana.


Senza dubbio un costante dialogo tra i docenti e le famiglie immigrate è un elemento determinante per agevolare l’integrazione dei bambini stranieri a scuola. La Riforma del nostro ordinamento scolastico punta proprio sul rapporto scuola-famiglia e sul coinvolgimento del nucleo familiare, in maniera maggiore rispetto al passato, nel percorso educativo dei figli. La Riforma intende instaurare un effettivo rapporto di partenariato educativo tra docenti e genitori, nella convinzione che una collaborazione costruttiva tra di loro contribuisca enormemente ad aumentare il rendimento scolastico degli alunni.


Il dialogo tra docenti e genitori è ancora più necessario nel caso delle famiglie immigrate, in quanto il supporto degli insegnanti può aiutare i bambini stranieri e i loro genitori a sentirsi maggiormente integrati nel sistema italiano. Quando un docente si trova di fronte famiglie provenienti da Paesi diversi e portatrici di altre culture il dialogo, tuttavia, può risultare complicato, dar luogo a malintesi e, in casi estremi, sfociare in una incomunicabilità tra le parti. Tante sono, infatti, le variabili da prendere in considerazione per evitare i rischi di fraintendimento e, al contrario, per portare avanti uno scambio costruttivo tra docenti e genitori di bambini immigrati.

Uno dei fattori da esaminare, ad esempio, é se i genitori sono entrambi stranieri, oppure se uno di loro è italiano. Inoltre, è importante considerare il luogo di nascita del figlio (se nel Paese d’origine o in Italia) e se il suo processo di scolarizzazione sia già iniziato in patria, oppure direttamente nel nostro Paese. Prendendo in considerazione il nucleo familiare dell’alunno, invece, è utile conoscere il suo contesto di provenienza (urbano o rurale), il grado di scolarizzazione dei genitori, nonché la loro situazione giuridica e lavorativa in Italia. Queste sono solo alcune delle variabili che chi opera nel sistema educativo – docenti in primo luogo –, dovrebbe costantemente tener presente quando si trova di fronte ad un alunno straniero e alla propria famiglia.


Lo scambio tra insegnanti e famiglie straniere, a volte complicato dai fattori che abbiamo descritto finora, viene tuttavia spesso coadiuvato dall’importante attività del mediatore culturale. Questa figura riveste un ruolo chiave nel processo di integrazione degli stranieri in Italia; in ambito scolastico si pone quale utile anello di collegamento tra i genitori immigrati (che spesso non conoscono a sufficienza l’italiano) e gli insegnanti. Il mediatore, infatti, non è chiamato solo a lavorare come interprete o traduttore delle comunicazioni e della modulistica scolastica, come molti potrebbero pensare, ma anche ad assistere i docenti che hanno difficoltà nell’interagire con alunni che non parlano la nostra lingua o che presentano problematiche relazionali, nonché ad agevolare il dialogo tra scuola e famiglia.


Sviluppare un approccio interculturale a scuola é indispensabile per favorire il dialogo fra culture e l’integrazione dei bambini immigrati e delle rispettive famiglie, non solo nel sistema scolastico ma anche, più in generale, nella società italiana nel suo complesso. Gli insegnanti possono far molto in tal senso, aiutando ad esempio gli alunni italiani a comprendere le diversità culturali e a sviluppare curiosità e rispetto verso usanze e costumi diversi.


Riprendendo il pensiero di Graziella Favaro (una studiosa più  volte citata in questo lavoro)  concludiamo affermando che “tre sembrano essere le parole chiave e le attenzioni pedagogiche da promuovere per far sì che l’inserimento dei bambini e dei ragazzi venuti da lontano rappresenti il primo passo per l’integrazione e lo scambio interculturale”: l’accoglienza (tanto del singolo alunno quanto della famiglia immigrata), lo sviluppo linguistico e l’approccio interculturale.


 L’Assessora            
Luisa Gnecchi           

 Il Sovrintendente Scolastico
Prof.ssa Bruna Visintin Rauzi


(Autore: PZ)
 
01.copertina  - (Documento PDF - 165.06 Kb)
02.alunni stranieri ed integrazione scolastica  - (Documento PDF - 196.58 Kb)
03.alunni con cittadinanza non italiana - a.s. 2003/04  - (Documento PDF - 610.97 Kb)
04.sotto la lente dell'integrazione scolastica  - (Documento PDF - 638.02 Kb)
05.il punto in regione  - (Documento PDF - 409.43 Kb)
06.accogliere come  - (Documento PDF - 209.41 Kb)
07.allievi venuti da lontano  - (Documento PDF - 629.98 Kb)
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