Editoriale
di
Bruna Visintin Rauzi, Sovrintendente Scolastico
Il sessantesimo anniversario dell'Accordo di Parigi del 1946 è stato ampiamente celebrato dalle istituzioni e dagli organi di stampa.
Talvolta, però, la scuola vive una sorta di "isolamento" dalla storia più recente e soprattutto dalla storia della Provincia di Bolzano.
Da un lato vi è la diffusa convinzione che questa storia sia avulsa dalla realtà internazionale e nazionale e dunque appartenga alla
dimensione del regionalismo o del particolarismo, incapace quindi di avere una funzione "educativa" o comunque di apertura dello sguardo delle nuove generazioni. Dall'altra sempre più difficile sembra far avvicinare studentesse
e studenti alla disciplina storica, vista troppo spesso come un insieme di nomi, date, eventi politici, militari, istituzionali,
assai lontani da quella che è la vita reale,incapace di sviluppare competenze critiche (di analisi e di riflessione) sulla complessità
dei fenomeni sociali. Questo scollamento tra "vita reale" e "vita della polis" (la partecipazione alle scelte della società)
crea un vero e proprio muro nella comunicazione intergenerazionale e nello ìscambioî di esperienze tra mondo adulto e mondo giovanile,
tra la memoria del passato, la consapevolezza del presente e la progettazione del futuro...