La mostra vuole ricordarne la grande personalità e il ruolo fondamentale per la cultura
e per l’arte della nostra regione ed offrire nel contempo la possibilità al visitatore di un
viaggio nel tempo e nell’arte dell’Alto Adige e del Trentino. Sono esposti, infatti, oltre
ai ritratti di famiglia eseguiti nei primi decenni del Novecento da Camillo Rasmo, zio
di Nicolò, al ritratto di Pietro Annigoni, che Rasmo conobbe a Firenze durante il periodo
universitario e di cui rimase amico, e all’autoritratto dello stesso Rasmo, che ci
permette di scoprirne le indiscusse capacità artistiche, anche alcune importanti opere
d’arte dall’alto medioevo al Settecento.
Il pluteo carolingio proveniente da San Benedetto a Malles, lo Speculum humanae
salvationis, manoscritto degli inizi del Quattrocento, l’angelo musicante dell’altare di
Gries, opera sublime di Michael Pacher, testimoniano l’importanza della mostra di
arte medievale,...