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StoriaE, n.1,2,3 2010, Anno VIII


- La Rivista

Con questo numero la rivista “STORIA E” termina le pubblicazioni. È una scelta dell’Amministrazione Provinciale e della Intendenza Scolastica Italiana, in quanto al lavoro svolto dalla rivista non viene più attribuita quella rilevanza formativa che aveva dato il via al progetto nel 2002....





Il dossier

- IL MALE - IL DIAVOLO - DER TOIFL - KRAMPUS

Se ci affascina, ci convince e ci rasserena la teoria del teologo tedesco Haag circa la non necessarietà, per un cristiano, di credere nel diavolo e nell’identità diavolo/male, partendo dall’analisi dei testi vetero- e neotestamentari e degli altri scritti fondamentali per la dottrina1, pure l’insistenza della rappresentazione del demoniaco nell’arte è tale da doversi ritenere uno degli elementi iconografici maggiormente ricorrenti e con uno sviluppo, di forma e di contenuto, significativo per la parallela comprensione della cultura e dell’arte. La nostra ricerca prende in esame cronologicamente il periodo tra il romanico e il tardo gotico con accenni fino al XVIII secolo, mentre l’Ottocento, epoca in cui il Romanticismo conferisce al diavolo un’identità letteraria particolare che ne condiziona il rapporto con l’immagine, non rientra nei limiti di questo lavoro.





Il dossier

- Chiese a Bolzano 3

La rivista “STORIA E” della Intendenza Scolastica Italiana ha già dedicato due dossier alle chiese a Bolzano: Il Duomo e la Chiesa e il convento dei Domenicani nel 2006 e San Giovanni in Villa e l’Antica Parrocchiale a Gries nel 2007; questo terzo dossier propone un percorso attraverso I luoghi del Sacro a Bolzano dopo il Concilio di Trento ed in particolare si sofferma sulla chiesa dei Cappuccini a Bolzano, sui Calvari, sulle Vie Crucis, sui Santi Sepolcri. Questo lavoro è ancora una volta l’esito della preziosa collaborazione interistituzionale tra Laboratorio di storia dell’Intendenza Scolastica Italiana (Lab*doc storia/Geschichte) e l’Ufficio Servizi Museali e Storico Artistici dell’Assessorato alla Cultura, alla Convivenza, all’Ambiente e alle Pari Opportunità del Comune di Bolzano. La proficua collaborazione tra una struttura della Provincia ed una della città capoluogo ha caratterizzato tutti i lavori del laboratorio di storia dell’Intendenza Scolastica Italiana: infatti il Lab*doc storia/Geschichte ha progettato per le scuole una serie di attività e ha prodotto molteplici materiali di lavoro, capaci di rispondere ai bisogni formativi dei docenti e, nello stesso tempo, di supportare anche i giovani nella scoperta della storia locale, valorizzando il ruolo dei beni culturali. Oltre ai “manuali” di storia (sistematico supporto di riferimento per i docenti e per lo studio degli alunni, ma non esclusivo materiale di lavoro nelle scuole) conoscere l’ambiente in cui si vive significa scoprire l’arte, l’architettura, “il paesaggio antropizzato”, imparare ad “interrogare” i monumenti, le opere d’arte, saper “leggere” i contenuti e le tecniche.





StoriaE, n.1,2,3 2009, Anno VII


- La Rivista

Il dossier si apre con l’intervento alla Camera dei Deputati italiana il 27 gennaio 2010 del premio Nobel per la pace, Elie Wiesel, sopravvissuto al campo di sterminio nazista di Buchenwald. Lo studio di Emanuela Fronza, ricercatrice ed esperta di diritto penale internazionale, invece si accentra sulle problematiche storiche, etiche e giuridiche legate al fenomeno del “negazionismo”. “Auschwitz, Kolyma e Hiroshima” sono tre nomi “simbolo” di una barbarie moderna (i Lager nazisti e lo sterminio degli Ebrei d’Europa, i gulag staliniani, la bomba atomica), prodotto della civiltà, nutrita dalle sue ideologie e messa in atto grazie alla potenza delle sue realizzazioni tecniche, una barbarie inconcepibile al di fuori delle strutture portanti della civiltà moderna. In questi tre “luoghi simbolo ” le persone sono state private della loro umanità e trattate come cose: dall’odio razzista o dall’intolleranza politica, oppure dal calcolo fatto a tavolino sui vantaggi e gli svantaggi che comportava la sperimentazione di una nuova arma.





Il dossier

- La riforma psichiatrica e Franco Basaglia

La storia di questo “dossier” articolato in due fascicoli uno dedicato alla Legge 180 del 1978 (La riforma psichiatrica e Franco Basaglia), l’altro ad un’esperienza di educazione sanitaria nella scuola elementare sul tema della follia, ha radici antiche. Da un lato si tratta di una risposta articolata alle esigenze espresse dalle scuole secondarie e dall’università (e non solo) di poter fruire di materiali di carattere storico-culturale in lingua italiana sulle problematiche legate al disagio psichico e alle specifche vicende vissute nella Provincia di Bolzano; dall’altra l’emergere di un vasto campo di indagine storica, sconosciuto fino agli ultimi decenni del Novecento ed oggi oggetto di un grande progetto di ricerca transfrontaliero (Alla ricerca delle menti perdute), a cui “STORIA E” aveva dato voce, pubblicando nel n. 1 del 2004 ampi stralci dal libro di H. Interhuber, Uccisi e dimenticati, edito dal Museo Storico in Trento, dedicato all’attuazione del “programma eutanasia” in Tirolo ad opera dei nazisti.





Il dossier

- Educazione sanitaria nelle scuole

Il dossier dedicato ai trent’anni della riforma dell’assistenza psichiatrica in Italia e a Franco Basaglia è articolato in due fascicoli: affronta il tema della riforma psichiatrica del 1978 (la legge 180) e del contesto storico-culturale in cui nasce, l’opera di Basaglia a Gorizia e a Trieste e le sue ripercussioni in Italia; inoltre contiene alcune informazioni essenziali sulla storia delle terapie psichiatriche. Un filone di ricerca si sviluppa intorno alla storia della psichiatria tra Tirolo, Alto Adige e Provincia di Bolzano dalla fine dell’Ottocento alla fine del Novecento, territorio in cui i pesanti segni della storia di due secoli si sono “sedimentati” anche nelle vicende della assistenza psichiatrica in questa zona di frontiera.
Il primo fascicolo si conclude con una descrizione degli attuali servizi per la salute mentale in Alto Adige, delle risorse istituzionali e del volontariato ed è pensato prevalentemente per le scuole secondarie e per gli insegnanti.
Il secondo fascicolo, invece, propone una dettagliata descrizione, alcune riflessioni e la raccolta dei materiali usati nell’esperienza di educazione sanitaria nella scuola elementare sul tema della follia, ideata e diretta dalla dottoressa Daniela Bolelli, psichiatra e psicoanalista di Pisa.





StoriaE, n.1,2,3 2008, Anno VI


- La Rivista

La rivista, curata dal Lab*doc storia/Geschichte e diretta dalla dirigente scolastica e storica Milena Cossetto, fin dalla sua nascita nel 2003 si è data l’obiettivo di far avvicinare le scuole (alunni e alunne, insegnanti, genitori e quindi la popolazione adulta di lingua italiana) ad una storia del territorio tra le valli dell’Inn e dell’Adige, decisa a liberarsi dalle gabbie degli opposti nazionalismi, alla ricerca di uno sguardo capace di “prendere con sè il punto di vista dell’altro” e “con – prendere”, quindi, sofferenze, sensibilità, immaginario e mitizzazioni, che tanto hanno lasciato e lasciano nella cultura e nella vita quotidiana delle popolazioni dei tre gruppi linguistici.
Per realizzare questo obiettivo sono necessarie, però, alcune condizioni: un approccio “scientifco, aperto e di ricerca” alla scrittura della storia; una valorizzazione dei diversi “linguaggi della memoria” attraverso documenti e testimonianze relative agli aspetti istituzionali, politici, economici, sociali, diplomatici e militari, mettendo in primo piano anche tutti quegli elementi capaci di documentare la “ricezione” e la “mitizzazione” popolare, autentica o indotta, di vicende e personaggi (letteratura, saghe popolari, arte e arti minori, canzoni e ballate ecc.).
La figura di Andreas Hofer e la sollevazione tirolese del 1809 in questa prospettiva sono un terreno ricchissimo per gli storici e per la ricerca storiografica.
È proprio questo delicato e minuzioso lavoro che i due autori, Alessandra Zendron e Christoph Hartung von Hartungen, ci offrono in queste ricchissime pagine di “storia al plurale”, nelle quali micro e macro storia si intrecciano e ci permettono di collocare nel contesto europeo i due secoli di interpretazioni storiografiche che hanno consegnato a noi e alle nuove generazioni quegli eventi, che colorano la “mappa complessa” della storia, fatta di processi di trasformazione e/o di permanenze di lunga durata.





Il dossier

- Museo della Scuola - Schulmuseum

Il Museo della Scuola-Schulmuseum della città di Bolzano rappresenta non solo un importante patrimonio per la città e per l’intera Provincia di Bol-zano, ma prop one una delle possibili strade per collaborare concretamente tra i diversi gruppi linguistici, tra le diverse scuole, tra le istituzioni e gli enti con l’obiettivo comune di “dare voce” a quei frammenti di storia di vita quotidiana che, pur facendo emergere conflitti e divergenze di opinioni, diverse sensibilità e percezioni, hanno saputo rappresentare un fertile terreno di incontro. Chi visita il Museo della Scuola-Schulmuseum ripercorre alcuni momenti nei quali possiamo riconoscerci tutti, nel bene e nel male. La memoria della scuola non è fatta solo d’inchiostro, pennini, quaderni e libri, ma anche di persone, di emozioni, di sen-timenti e di esperienze ricche di colori, di suoni, di immagini e di saperi.





Il dossier

- L'archivio svelato/Ein Archiv Enthllen

Gli inventari dell'Archivio Storico della Città di Bolzano
Inventare und Aktenerschliessung am Stadtarchiv Bozen

Vivere in modo consapevole la realtà, il territorio, il mondo in cui si abita sono finalità essenziali per una scuola capace di sviluppare competenze efficaci per le nuove generazioni ed un obiettivo primario per le istituzioni culturali locali. Da questa sinergia nasce il “Dossier” della rivista di storia e ricerca storico didattica “STORIA E” dell’Intendenza Scolastica Italiana L'Archivio svelato. Gli inventari dell'Archivio Storico della Città di Bolzano. La pubblicazione raccoglie una molteplicità di contributi e “toglie il velo” (di polvere, di oblio, di superficialità, di pregiudizi) alla documentazione del passato considerata troppo spesso “inutili e polverose carte”. Il “Dossier”, attraverso la ricchezza degli interventi degli archivisti e degli studiosi mette a disposizione delle scuole, degli insegnanti, delle alunne e degli alunni, un modo nuovo per “fare storia a scuola”. I vari saggi, infatti, non solo aprono a una visione della ricchezza della documentazione dell'archivio, ma avvicinano al lavoro dell'archivista e “svelano” come si costruiscano sempre nuove conoscenze relative al territorio in cui si vive.





StoriaE, n.1,2,3 2007, Anno V


- La Rivista

"STORIA E" pubblica, in questo numero, i materiali raccolti per l'intera annata del 2007. Presenta, anzitutto, una serie di contributi sull'insegnamento della storia e sulla didattica della storia alla luce delle nuove "Indicazioni per il curricolo", nazionali e locali: un'intervista al pedagogista Franco Frabboni, un intervento quadro di Elena Farruggia. La pubblicazione integrale delle parti che riguardano l'area storico-geografica delle "Indicazioni per il curricolo" nazionali e locali per la scuola primaria e secondaria.
Lo storico Andrea Di Michele descrive la storia di una cassa con 4.000 fotografie scattate durante la guerra civile spagnola (1936-1939) sfociata in una mostra di grande rilievo, realizzata a Barcellona e a Bolzano dall'Archivio Provinciale di Bolzano in collaborazione con il Museu d'Història de Catalunya.
Magda Delugan, attraverso gli scritti di Eugenio Cristofoletti di Salorno, presenta la storia del Novecento con le parole di un testimone diretto, cogliendo nell’analisi del testo anche forme e modi espressivi nell'intreccio tra lingue e dialetti.
Renzo Miclet descrive il "Progetto archivio scolastico", una ricerca storica sui documenti autentici dell'archivio della scuola, realizzata dagli alunni delle classi III, IV e V elementare della scuola di Silandro.
Paola Ogniben illustra il lavoro svolto in un “laboratorio di storia locale” (20 ore pomeridiane) con una seconda media della scuola “Segantini” di Merano, sui "Segni di Medioevo a Merano".
La parte finale della rivista è dedicata al “Poema dei Fanes”, uno ricco studio della scrittrice Brunamaria Dal Lago Veneri sulla leggenda del popolo dei Fanes, che la studiosa bolzanina rivisita collocandola nel piú ampio contesto dell'epica europea, fornendo (anche ai lettori piú inesperti) una molteplicità di strumenti e riferimenti per "leggere e interpretare" figure e simboli.





Il dossier

- Chiese a Bolzano 2

Il Dossier di “STORIA E” Chiese a Bolzano 2 è dedicato alla storia di San Giovanni in Villa e dell’Antica Parrocchiale di Gries. Si tratta della prosecuzione del lavoro dedicato al Duomo e alla chiesa dei Domenicani, pubblicato tra i Dossier di “STORIA E” nel settembre 2006.
Lo studio è opera di Silvia Spada Pintarelli, direttrice dell’Ufficio Servizi Museali e Storico Artistici del Comune di Bolzano e conferma la proficua collaborazione tra la rivista “STORIA E” dell’Intendenza Scolastica Italiana di Bolzano e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bolzano.
Anche questa pubblicazione intende colmare una lacuna nel panorama bibliografico locale: non vi sono, infatti, materiali recenti in lingua italiana destinati alle scuole, sulle problematiche storico-artistiche relative alle chiese di Bolzano ed in particolare a San Giovanni in Villa e all’Antica parrocchiale di Nostra Signora a Gries (im Keller).
Silvia Spada Pintarelli, nota esperta di storia dell’arte ed in particolare dell’arte locale, ci presenta San Giovanni in Villa e l’Antica Parrocchiale di Gries non solamente nella prospettiva storico-artistica, ma offre alle scuole preziosi materiali di approfondimento interdisciplinare.
L’autrice “fa parlare” le opere d’arte presenti all’interno delle chiese, fornendo ai lettori gli strumenti storico/culturali per la comprensione dei linguaggi artistici, ma anche delle molteplici tematiche storico-sociali presenti nella storia della città e delle sue chiese.





StoriaE, n.3 2006, Anno IV

- La Rivista

La rivista si apre con un’intervista a Vincenzo Guanci, esperto di didattica della storia. Elena Farruggia propone un itinerario nella memoria dello sterminio attraverso i versi di “poeti scomparsi” o sopravvissuti alla Shoah. Milena Cossetto propone alcuni passi tratti dal manoscritto “Il canto del popolo ebraico massacrato” del poeta ebreo-polacco Yitzhak Katzenelson,ritrovato fortunosamente sepolto ai margini di un campo di concentramento. La cassetta degli attrezzi presenta due importanti istituzioni museali europee dedicate alla memoria della Shoah: il Museo Ebraico di Berlino e il Monumento degli ebrei d’Europa assassinati. Elena Musci, presenta il convegno “Medi@tando” organizzato dall’ Associazione Zaffiria nel dicembre del 2006. Bruna Dal Lago ci conduce sulle tracce delle leggende dolomitiche, in un percorso che inserisce il mondo di Re Laurino nel piú ampio contesto della narrativa delle origini della letteratura europea.


Il dossier

- XX secolo a Castel Tirolo 1945-2000

Questo numero è dedicato alla mostra permanente Ricordi del XX secolo allestita nel Mastio di Castel Tirolo (Museo storico- culturale della Provincia di Bolzano). Non si tratta di una semplice riproposizione dei pannelli e delle immagini esposte al museo, ma di una rielaborazione e un adattamento all'impianto storico-didattico dellescuole di lingua italiana. Si intende mettera a disposizione degli insegnanti e delle scuole materiali con cui guidare i ragazzi durante la visita al castello.










Il dossier

U Baro Drom. La lunga strada

Zingaro barone - o zingaro di strada? Non c'è al mondo un altro popolo attorno al quale opinioni e giudizi si dividono come attorno agli zingari. Mitizzati e invidiati dagli uni, vengono disprezzati e perseguitati dagli altri, per cui è molto difficile distinguere la verità dall'invenzione, la realtà dalla romanticizzazione o dallo spregio. Per tanta divergenza di opinioni c'è, probabilmente, una spiegazione: il non conoscere gli zingari, il non sapere niente della loro origine e della loro storia, della loro vita e della loro lingua. Fu infatti la loro lingua ad incuriosire, fin dal Settecento, gli studiosi, questa lingua intrisa di parole di origine sanscrita, persiana, armena, greca, slava, tedesca. Analizzando il romanes, com'è chiamata la lingua universale degli zingari, si è potuto ricostruire il lungo, incredibile viaggio che ha portato questo popolo dall'India fino in Europa: senza far perdere ad esso, sebbene disperso in diaspora, l'unità etnica, l'identità culturale, le usanze e, appunto, la lingua.





StoriaE, n.2 2006, Anno IV

- La Rivista


In questo numero, Teresa Rabitti ci illustra le sfide dell’insegnare la oggi. Milena Cossetto, Magda Delugan ed Elena Farruggia ci introdu- cono nel complesso labirinto della scrittura autobiografica. Elena Musci ci guida in un laboratorio sui graffiti romani; Elena Farruggia costruisce un’antologia di testi storiografici sulle origini della città di Bolzano.Paola Ogniben ci propone un laboratorio dedicato alla storia delle scuole di Merano. La parte centrale della rivista è dedicata a Nicolò Rasmo. Brunamaria Dal Lago Veneri ricostruisce in una sorta di “immagini-calendario” lo straordinario intreccio tra le antiche tradizioni pre-cristiane e la religiosità popolare delle valli trentino-tirolesi nel ciclo dei mesi tra aprile e novembre.







Il dossier

- L'accordo di Parigi

L'Accordo di Parigi giunge all'indomani della fine della II guerra mondiale: distruzione, morte, deportazione e sterminio di sei milioni di ebrei,di centinaia di migliaia di dissidenti politici, di omosessuali, di Rom e Sinti, di handicappati (le cosidette vite inutili), di Testimoni di Geova, la bomba atomica, violenze e sopraffazioni, paure e diffidenze reciproche, caratterizzavano il clima in Europa. In questo quadro nasce l'accordo l'accordo tra De-Gasperi e Gruber, tra Italia ed Austria, nel tentativo di "mettere pace" anche nella complessa vicenda delconfine del Brennero










Il dossier

- Le chiese di Bolzano

La pubblicazione intende colmare una lacuna nel panorama bibliografico locale: non vi sono, infatti, materiali recenti in lingua italiana destinati alle scuole sulle problematiche storico-artistiche relative alle chiese di Bolzano ed in particolare alla Chiesa Parrocchiale dedicata a Maria Assunta (il Duomo) e alla Chiesa e al convento dei Domenicani. Il Dossier, quindi, offre ai lettori un approccio duplice alla storia delle chiese di Bolzano: la prima parte della pubblicazione propone un quadro storico di riferimento e di contestualizzazione, la seconda parte si sofferma sugli aspetti prettamente storico artistici, fornendo preziosi strumenti di lettura dei beni storico-artistici cittadini.







StoriaE, n.1 2006, Anno IV

StoriaE, n.3 2005, Anno III

- La Rivista

Questo numero si apre con un'intervista a Patrizia Vajola,esperta del rapporto tra nuove tecnologie e storia. Una parte della rivista è dedicata alla 'Giornata della Memoria': Cinzia Villani ricostruisce la storia del Lager di Bolzano, un antologia di testi e poesie e un approfondimento su Liana Millu, scrittrice sopra- vissuta ad Auschwitz completano la sezione. Tra gli altri temi: il 'Giorno del ricordo' con una riflessione sulle foibe, e il dibattito sul rapporto tra storia e buone pratiche didattiche.