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La storiografia tirolese

di Giuseppe Albertoni

Lo studio e l’insegnamento della storia medievale dell’attuale Alto Adige non può avvenire senza un costante confronto con la storia contemporanea, in particolare con la profonda cesura segnata dalla divisione del Tirolo, determinata a sua volta dall’esito della prima guerra mondiale e delle trattative di pace condotte a St. Germain1. Nel 1919, infatti, fu rotta un’unità politica e territoriale che aveva le sue origini proprio in età medievale e in particolare nel secolo XIII, quando per la prima volta la regione che si estendeva tra le valli dell’Inn e dell’Adige venne a costituire un’unica contea per iniziativa dei conti di Tirolo Alberto III e Mainardo II, i quali al territorio da loro governato lasciarono in eredità anche il nome del loro casato e il loro simbolo araldico. I politici e diplomatici che si confrontarono nelle trattative di pace parigine nel determinare i confini degli stati adottarono dei principi geopolitici del tutto estranei alla tradizione medievale come, per esempio, quelli che prevedevano la necessità di tracciare le frontiere a partire dagli spartiacque montani, dei “confini naturali” in realtà mai percepiti come tali prima dell’età moderna, quando era di vitale importanza controllare ambedue i versanti dei valichi alpini...


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