StoriaE
  Rivista di storia
  e di ricerca storico-didattica 

 

   Lab*doc/Home ·   StoriaE  >   Indice  >   Strumenti: Mainardo e il suo tempo

 




L’epoca di Mainardo II: amministrazione ed economia

di Germana Albertani

Nei documenti d’epoca medievale che riguardano l’area alpina orientale, i termini per indicare le “città” non sono univoci: ricorrono civitas, burgum, oppidum senza distinguere il reale stato giuridico della comunitas. Nelle testimonianze lasciate dai viaggiatori italiani che si recavano al nord o in quelle dei viaggiatori del nord Europa che giungevano in Italia attraverso la “terra tra i monti” non possiamo rintracciare un identico archetipo della città stessa: apparivano come tali al viaggiatore nordico quasi tutte le città e i borghi del Tirolo, mentre al viaggiatore che proveniva dal sud, abituato quindi alla grandezza dei comuni dell’Italia centro-settentrionale, apparivano tali solo le città vescovili di Trento e di Bressanone1 . Come ha sostenuto anche di recente Gian Maria Varanini, alle città tirolesi non sono applicabili i termini generali ed usuali di definizione di città, quali ad esempio il parametro demografico quantitativo: se nella zona dell’Italia centro-settentrionale nella prima metà del Trecento troviamo città che contano 35.000 abitanti come Verona, Padova e Brescia e città più piccole come Vicenza e Treviso che contano 12.000 abitanti, tra le città del Tirolo la più popolosa è Bolzano con 2.000 abitanti.


prelevare il file (671 kb) stampa/salva pdf, 671 kb