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Prefazione

di Maria Giuseppina Muzzarelli

Dopo il 1860, una volta costruita l’Italia unita, si trattò di fondare il senso di appartenenza ad essa. Per farlo, tanto in Piemonte quanto in Lombardia, così a Bologna come a Piacenza, ci si volse al Medioevo. Ci si applicò cioè allo studio delle forme e delle istituzioni delle comunità cittadine medievali per trovare radici che, una volta approfondite in ambito locale, potessero successivamente estendersi e ramificarsi fino a consentire l’identificazione con l’intera nazione. L’operazione di recupero del Medioevo locale per accettare un futuro di appartenenza sovra-locale durò a lungo e si può dire che riuscì. Assunse forme diverse che coinvolsero più ambiti1, dalla pittura all’architettura2 , dalla letteratura alle arti applicate e in molti casi consegnò alle città un aspetto “medievale” che è giunto fino a noi. Dappertutto o quasi ispirò ricerche e studi sui secoli del Medioevo. Il fenomeno è noto come revival neogotico o come neomedievalismo. Tale fenomeno era già avvenuto in Francia, Inghilterra e Germania, mentre nell’Impero Asburgico a causa del conflitto fra le diverse nazionalità non aveva trovato spazio....


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