Dopo il 1860, una volta costruita l’Italia unita, si trattò di fondare il senso di
appartenenza ad essa. Per farlo, tanto in Piemonte quanto in Lombardia, così a Bologna
come a Piacenza, ci si volse al Medioevo. Ci si applicò cioè allo studio delle forme
e delle istituzioni delle comunità cittadine medievali per trovare radici che, una
volta approfondite in ambito locale, potessero successivamente estendersi e
ramificarsi fino a consentire l’identificazione con l’intera nazione. L’operazione di
recupero del Medioevo locale per accettare un futuro di appartenenza sovra-locale durò
a lungo e si può dire che riuscì. Assunse forme diverse che coinvolsero più ambiti1,
dalla pittura all’architettura2 , dalla letteratura alle arti applicate e in molti
casi consegnò alle città un aspetto “medievale” che è giunto fino a noi. Dappertutto
o quasi ispirò ricerche e studi sui secoli del Medioevo. Il fenomeno è noto come
revival neogotico o come neomedievalismo. Tale fenomeno era già avvenuto in Francia,
Inghilterra e Germania, mentre nell’Impero Asburgico a causa del conflitto fra le
diverse nazionalità non aveva trovato spazio....