U baro drom - La lunga strada - Der lange Weg, Bolzano 2002.
Con la mostra U baro drom - La lunga strada - Der lange Weg, la Galleria
Civica di Bolzano presenta al pubblico un tema che è affrontato generalmente
in ambito sociale: quello della storia e della cultura degli zingari, di Sinti e di
Rom.
Ma proprio la semplice constatazione che di storia e cultura si tratta e, anzi,
di una storia millenaria e di una cultura multiforme e variegata che da secoli
s’intreccia con la cultura ‘sedentaria’ dell’Europa occidentale, dà a questa
mostra, voluta con entusiasmo dall’Amministrazione cittadina, un forte
significato culturale.
Senza pretendere di giudicare e senza voler tracciare percorsi morali, la
mostra si prefigge un unico scopo: far conoscere un mondo con cui, in
genere, si entra in contatto solo protetti dal filtro del mito o da quello della
diffidenza.
Su questa ‘strada’ risulta fondamentale la rinnovata collaborazione con la
Sovrintendenza scolastica della Provincia autonoma di Bolzano che ha reso
possibile questa pubblicazione rivolta in primo luogo alle scuole, agli studenti
e agli insegnanti, ma anche a tutti coloro che, animati dall’impulso di conoscere,
vogliono percorrere insieme con noi un pezzo di questa ‘lunga strada’.
Il nostro ringraziamento va infine a
tutti i musei, le biblioteche, gli archivi e ai privati che ci
hanno aiutato nella ricerca del materiale iconografico e agli
enti prestatori delle opere originali esposte in mostra:
l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, il Tiroler
Landesmuseum di Innsbruck, la Biblioteca Civica di Belluno e
l’Otto-Pankok-Museum di Drevenack, nella persona di Eva
Pankok.
La mostra U baro drom - La lunga strada - Der lange Weg, proposta alla
Galleria Civica dall’Assessorato alla Cultura e Spettacolo della Città di Bolzano,
per le scuole è una occasione importante: da un lato rappresenta la sintesi
culturale del lavoro che da anni insegnanti, bambine e bambini, ragazze e
ragazzi, operatori sociali, mediatori culturali e famiglie portano avanti con
entusiasmo e passione nell’ambito dei progetti interculturali; dall’altro fornisce
preziosi strumenti di riflessione sul modo in cui la cultura occidentale si è
rappresentata nel corso del tempo, con arte, letteratura, poesia, musica, il
mondo del popolo zingaro, di Rom e Sinti.
Le nostre scuole sono state da sempre
luogo di incontro e di accoglienza tra bambini e bambine,
ragazzi e ragazze, adulti di lingue, culture, tradizioni
profondamente diverse. Con dignità e coerenza, con
professionalità ed entusiasmo, coltivando il desiderio di
sperimentare nuovi percorsi, abbiamo intrapreso a Bolzano fin
dagli anni Settanta la lunga strada del fare esperienza
insieme, del conoscersi e comprendersi condividendo una parte
del cammino della vita: è proprio da questa comune esperienza
che le profonde diversità, che talvolta sembrano costituire
muri inaccessibili, si possono trasformare in un tappeto
volante, proprio come quello delle fiabe.
Lo sguardo stupito e insieme curioso
delle bambine e dei bambini del mondo davanti alla complessità
della realtà, alle diversità, alle differenze, è quel
tappeto volante
che può aiutare il mondo degli adulti e degli educatori
a riscoprire in sé la dimensione dell’infanzia e ritornare, almeno per un
attimo, al mondo colorato delle fiabe dove le stranezze sono qualità, le
diversità sono talenti, i mondi rovesciati sono luoghi incantanti da scoprire e in
cui vivere straordinarie avventure.» qui che la musica diventa lingua universale,
capace di esprimere la gioia di vivere, nonostante tutto, e nello stesso tempo
lingua di struggente malinconia per la consapevolezza della fragilità dell’essere
umano. » cosÏ che la scuola sperimenta, giorno dopo giorno, come le
diversità possano essere ricchezza e sapienza per tutti.
Un grazie di cuore ad autrici, autori, collaboratori e alle famiglie Rom e
Sinti che hanno ispirato questo lavoro.
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