TRECENTO. Pittori gotici a Bolzano Materiali per le scuole, Bolzano 2000.

La vita quotidiana a Bolzano nel Trecento.
Cap.2

Mercati e mercanti

di Giuseppe Albertoni



Nel corso del Trecento Bolzano divenne il principale centro economico del Tirolo. Posta all´incrocio tra la via che portava al Brennero e la Via Claudia Augusta, che collegava l´Italia settentrionale ad Augsburg (Augusta, in Germania) tramite la Val Venosta, Bolzano, dopo la morte di Mainardo II (1295), si avvantaggiò della progressiva crisi di Merano e Gries. Infatti questi due importanti centri urbani iniziarono gradualmente ad essere emarginati dai principali traffici commerciali a partire da quando, nel 1314, il conte di Tirolo Enrico concesse a Heinrich Chuenter (Kunter) e a sua moglie Katrein i diritti di gestione del tratto della via della Val d´Isarco posto tra Bolzano e l´imboccatura della Val Gardena, che da allora prese il nome di Via Chuntronis. Si trattava di un tratto assai franoso, che necessitava di continua manutenzione e che precedentemente era pressoché costantemente chiuso. Sino all´inizio del Trecento, infatti, i viaggiatori che volevano valicare le Alpi presso il Passo del Brennero erano costretti - se prendiamo Bolzano come punto di partenza - a inerpicarsi sul Renon e a scendere a valle solo presso l´odierna Chiusa.

Heinrich Chuenter, sua moglie e successivamente i loro eredi si impegnarono a fondo per garantire la viabilità della bassa Val d´Isarco, anche perché essi avevano ottenuto “in gestione“ la dogana all´ingresso di Bolzano e due taverne, tutte attività assai remunerative. Grazie a questa nuova, facilitata via d´accesso furono sempre più i mercanti che, nei loro viaggi dall´Italia alla Germania e viceversa, scelsero la via del Brennero. I vantaggi per Bolzano furono notevoli. Nella città della Talvera infatti ottennero nuova linfa i mercatus annuales Bauzani, i mercati annuali, che tradizionalmente sono definiti con il termine “fiera“, un termine che, in realtà, si affermò solo a partire dall´età moderna. All´inizio del Trecento questi mercati annuali erano due e si tenevano in primavera a “Mezzaquaresima“, ovvero il primo giorno feriale dopo la quarta domenica di quaresima, e verso la fine dell´estate attorno al giorno di Sant´Egidio o San Genesio. In seguito (1347) fu trasferito a Bolzano anche il mercato che tradizionalmente si teneva a Gries a partire dal giorno di Sant´Andrea (30 novembre).

Questi mercati facevano confluire a Bolzano soprattutto mercanti tedeschi e italiani: in genere i primi vendevano tessuti in lana grezzi, i cosiddetti grisi, o tele prodotte in Baviera e in Svevia; i secondi invece vendevano tessuti più pregiati, come la seta, e alimenti “mediterranei“ come il vino e l´olio. A eccezione del commercio del vino, scarsa, durante i mercati annuali che duravano circa una settimana e che si svolgevano lungo i portici e nelle piazze vicine, era la presenza dei mercanti bolzanini, assai attivi invece nel mercato settimanale del sabato, frequentato soprattutto da coloro che abitavano in città e nelle vallate vicine. Invece erano soprattutto gli stranieri ad avere in mano le redini dei commerci internazionali. Di conseguenza, i bolzanini che maggiormente traevano vantaggi dai mercati annuali erano coloro che gestivano locande e osterie, non a caso assai numerosi nelle fonti del tempo. Non pochi, tuttavia, erano i mercanti stranieri che acquistavano una casa a Bolzano e si inserivano assai bene nella vita cittadina.



Per saperne di più:

- Haidacher, Christoph: Die wirtschaftliche Rolle der Stadt Bozen und ihre finanzielle Bedeutung für das Tiroler Landesfürstentum, in Bolzano fra i Tirolo e gli Asburgo – Bozen von den Grafen von Tirol bis zu den Habsburgern, Bolzano 1999, pp. 41-56.

- Heiss, Hans: La via del Brennero e le fiere di Bolzano, in Fare storia a scuola, a cura di M. Cossetto, vol. 2, Bolzano 1999, pp. 123-135.