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Ver Sacrum



Quando nell’antica Roma la tensione, dovuta a contrasti di tipo economico, raggiungeva il culmine, accadde più volte che una parte del popolo si ritirasse sul Mons sacer, sull’Aventino oppure sul Gianicolo, minacciando di costruire una seconda Roma proprio di fronte alla città madre e davanti al naso degli onorevoli padri civici, nel caso che le sue richieste non venissero soddisfatte.

Tutto ciò veniva chiamato Secessio plebis.

Gli onorevoli padri civici erano persone assennate e pertanto inviavano un intermediario molto condiscendente, facevano molte promesse e poche ne mantenevano: aveva così termine la

Secessio plebis.

Ma quando un grave pericolo minacciava la madre patria, il popolo unito sacrificava agli Dei tutte le cose viventi che sarebbero nate nel corso della prossima primavera: era questa la sacra offerta alla primavera, il Ver Sacrum. Quando i nati nella primavera erano cresciuti, se ne andavano tutti - schiera di giovinetti, essi stessi primavera sacra - dalla città di origine verso l’ignoto, per fondare una nuova comunità contando solo sulle proprie forze e con un fine preciso.

La schiera degli artisti che si è staccata liberamente dagli antichi rapporti e relazioni per fondare a Vienna una società artistica nuova ed autonoma, non si è separata dalla vecchia Associazioni per difendere interessi economici o per divenire una minaccia facendo concorrenza, oppure per mantenere privilegi o - per mezzo di un moderno Menenio Agrippa-, e non ha voluto neppure, assumendo il nome di “Secessione”, fare riferimento alle origini, agli scopi e agli esiti dell’antica Secessio plebis.

Essa ha ritenuto, infatti, di non perseguire i propri interessi personali, ma, considerando messa in pericolo la stessa sacralità dell’arte, era ed è pronta ad assumere su di sè ogni sacrificio, piena di solenne entusiasmo, e null’altro vuole che riuscire a raggiungere il proprio scopo con le proprie forze: per tutti questi motivi si è posta sotto il segno del Ver Sacrum.

Lo spirito della gioventù, che permea la primavera, l’ha unita; lo spirito della gioventù, attraverso il quale il presente diviene ‘moderno’ e che forma la forza trainante della creatività artistica, deve dare anche il nome a queste pagine, nel simbolo del

Ver Sacrum.

Ver Sacrum, sacra primavera di consacrazione, è un buon simbolo sotto al quale vede la luce la nuova associazione artistica: la nascita di Roma Eterna, della città delle arti e dell’arte, viene così ricondotta al Ver Sacrum.

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