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G. KLIMT. Abito indossato da Emilie Floege, 1903

La moda

Se prendiamo in considerazione le numerosissime foto di interni realizzati dalla WW, non vi vediamo mai apparire una figura umana: infatti, secondo Karl Scheffler, «Un uomo vestito in modo trasandato potrebbe mettere in crisi l’effetto di questi interni. Per usare queste case sarebbe necessaria una serie di istruzioni per l’uso».

Anche l’abbigliamento, dunque, e tutti i suoi accessori, dai gioielli alle scarpe alle stesse stoffe con cui confezionare gli abiti diventano un settore importante della produzione della WW: si racconta infatti che quando Edward Wimmer si recò a Bruxelles e vide finalmente palazzo Stoclet, la sua attenzione fu attratta dal fatto che madame Stoclet, così elegantemente vestita secondo la nuova moda di Parigi, non armonizzava “stilisticamente” con quanto la circondava. Tornato a Vienna, fece subito notare a Hoffmann e a Wärndorfer che si sarebbe dovuta creare una moda viennese per le abitatrici delle case costruite dalla WW. Questi ultimi, entusiasmati dall’idea, diedero a Wimmer l’incarico di allestire e organizzare un settore all’interno delle WW.

L’interesse per la moda aveva, comunque, radici remote nel tempo: “già nel 1898 Josef Hoffmann aveva incominciato a cimentarsi, almeno in teoria, nella riforma della moda. Presentò le sue idee sull’argomento nell’articolo Das individuelle Kleid (L’abito individuale) e in quella sede concludeva con questa promessa: « Ci proponiamo una volta o l’altra, per esplicitare le riflessioni precedenti, di mostrare con esempi concreti come queste idee potrebbero essere realizzate».

Fin dalla fondazione (1903), era stata dedicata una grossa attenzione alla produzione di gioielli. In principio si lavorava soltanto su progetti di Hoffmann e di Moser; più tardi ci si occupò della molteplice varietà di forme con cui la moda si manifestava. Si trattava, insomma, dell’ultimo passo verso la realizzazione del progetto dell’opera d’arte totale: si voleva cioè creare per le gentili abitatrici delle case e degli interni creati dalla WW una moda che vi si adattasse perfettamente.

Tra il 1907 e il 1909 fu possibile fare le prime esperienze in occasione dell’allestimento dei costumi per il Cabaret Fledermaus. Nel 1910 Eduard Wimmer-Wisgrill incominciò a realizzare questi progetti e nella primavera del 1911 si fu in grado di presentare la più vasta e completa collezione.

A poco a poco l’atelier di moda si sviluppò fino a divenire uno dei settori di maggior successo della WW. Eduard Wimmer, Otto Lendecke e Max Snischek erano i responsabili dei progetti dei modelli, mentre più di ottanta artisti si occupavano della creazione di tessuti, pizzi, ricami, fiori di guarnizione, borse, scialli, decorazioni per cappelli, borsette e cinture di perle, e di tutti gli accessori di moda.

I primi successi, sia all’interno che all’estero, permisero alla moda di divenire uno dei più importanti sostegni economici della WW ed essa fu talora in grado di ”tenere a galla” gli altri reparti.”(17)

All’interno di questo settore, i tessuti avevano una particolare rilevanza: lo sviluppo del disegno moderno per tessuti è infatti strettamente connesso al concetto di opera d’arte totale della secessione viennese.

“Nel corso di circa trent’anni lavorarono nella produzione di stoffe della WW più di ottanta artisti. Volendo dare un’idea approssimativa de varietà della collezione, ecco una stima fatta nel 1939: J. Hoffman (6.204 modelli), M. Likarz (2.973), D. Peche (2.766), M. Flögl (1.028 ), M. Snischek (871), K. e F. Rix (763), K. Moser (330), C.O.Czeschka (130), B. Löffler (13).

Tutti i tessuti erano contrassegnati dal numero e dal nome del disegno, oltre che dal nome dell’autore del progetto; cosicché nonostante la ricchezza del materiale a disposizione, era possibile in ogni momento stabilire l’identità dell’artista. Un apposito centro di vendita, sito al numero 32 di Kärntnerstrasse, si occupava della distribuzione e della vendita.”18

NOTE

1 Vedi cap.11
2 SCHWEIGER W. J., Wiener Werkstätte, Linz, 1990, pp. 5-6.
3 L’articolo citato di Lux è tratto dal numero di ottobre 1904 del prestigioso periodico d’arte Deutsche Kunst und Dekoration,pubblicato a Darmstadt fin dal 1897 ed edito da Alexander Koch
4 SCHWEIGER W. J. Wiener Werkstätte , cit. pp. 6-7.
5 Deutsche Kunst und Dekoration , I fascicolo ottava annata (vol. 15 ottobre 1904).
6 SCHWEIGER W. J. Wiener Werkstätte , cit. pag.7.
7 Ivi, pag. 8
8 Ivi, pag. 8
9 Ivi, pag. 43
10 Ivi, pag. 54
11 Ivi, pag. 43
12 Ivi, pag. 10
13 Ivi, pag. 63
14 Ivi, pag. 66
15 Ivi, pag. 10
16 Ivi, pag. 37
17 Ivi, pag. 83
18 Ivi, pag. 98

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