Lab*Home > Pubblicazioni > Indice > La Secessione  < capitolo 12: l’arte >
 
indietro-cap 12.1   stampa/salva cap.12 Rtf stampa/salva cap.12 Html salva tutti i cap. bibliografia galleria immagini   avanti-cap 12.3
 
F. LEBISCH. Cartolina postale della Wiener Werkstaette, 1903

Arte e oggetti di vita quotidiana

Nel frattempo l’attività della WW si estendeva ai vari campi delle arti applicate ampliando anche gli spazi di produzione e di vendita.

Nella primavera del 1903 la WW aveva dato inizio alla produzione in un piccolo appartamento, in cui poteva disporre solo di due laboratori.

“Già con il trasferimento nelle nuove stanze al n. 32/34 di Neustiftgasse, nel settimo distretto (autunno 1903), si poté incominciare ad affiancare nuovi laboratori e ad allestire centri di produzione più importanti. Accanto all’ufficio di costruzioni di Hoffmann, a una falegnameria, a un laboratorio di laccatura, si costituirono una legatoria e un laboratorio per la lavorazione del cuoio, come pure un laboratorio per l’oreficeria e la lavorazione dei metalli.

La produzione di oggetti di uso quotidiano nel laboratorio per l’argento e i metalli fu - soprattutto all’inizio - il settore più importante di questa cooperativa artistica. Nel Programma di lavoro si legge a questo proposito: «Noi vogliamo stabilire un contatto tra il pubblico, il progettista e l’artigiano e creare oggetti casalinghi buoni e semplici. Noi lavoriamo con un fine ben preciso; la funzionalità è per noi la prima condizione. La nostra forza deve consistere nei buoni rapporti e nel trattamento ottimale dei materiali. Dove è possibile tenteremo anche di aggiungere ornamenti, ma senza vincoli di sorta e non a ogni costo».

Questo presupposto venne realizzato, nei primi tempi della WW, soprattutto negli oggetti di uso comune realizzati in latta bianca traforata, dei quali Hoffmann e Moser progettarono una varietà pressoché infinita.”(9)

Scrive Hoffmann nell’Autobiografia : «Soltanto in un laboratorio proprio si possono acquisire le nozioni fondamentali della manipolazione dei più vari materiali... Nel laboratorio di lavorazione dei metalli ci attirava l’idea di poter fabbricare innumerevoli oggetti semplici attraverso l’uso di lamiera di ferro perforata, e talvolta anche di inserti in vetro. Nei cestini della frutta, nelle tazze, nei portafiori, nelle zuccheriere e nelle scatole per i biscotti nascevano talvolta motivi molto appropriati, che non eravamo in grado di variare con sufficiente frequenza. Erano oggetti molto adatti per il soggiorno in campagna e per l’uso quotidiano e casalingo e che si vendevano molto. Erano quasi sempre verniciati solo di bianco e a questi criteri si attenne anche il nostro reparto di pittura e verniciatura. Inoltre abbiamo prodotto soprattutto oggetti in ottone e in altri tipi di lamiera ma con un certo criterio e rispettando il materiale usato, senza altri metodi di fabbricazione che quelli manuali. Oggetti per la tavola, alzate, servizi da caffè e da tè erano lavorati in argento e le superfici che nascevano quasi da sole dai colpi di martello non venivano alterate assolutamente da metodi troppo violenti.»(10)

“Con l’ampliamento del campionario (e dopo il ritiro di Moser) la produzione dei metalli divenne sempre più ricercata e lussuosa. L’argento divenne il materiale prediletto e nacque un’infinità di tazze preziose, di centri tavola, di scatole e lussuosi servizi da tè. Accanto a Hoffmann il principale collaboratore dei progetti era ora Dagobert Peche per il laboratorio dei metalli, anche se molti altri artisti (per esempio C.O. Czeschka, K. Bräuer, C. Witzmann e altri) lavorarono per questo ricco settore della WW, collocandosi tra la ricerca puristica degli inizi e la pienezza di forme del neo-rococò”.(11)

“Per la WW il 1907 portò una serie di nuove attività: l’inizio della produzione di cartoline illustrate, l’apertura del Cabaret Fledermaus e un nuovo centro di vendita nel centro della città. Le prime due novità sono strettamente collegate alla Kunstgewerbeschule, poiché la grande maggioranza dei progettisti di cartoline e dei collaboratori del Cabaret Fledermaus erano reclutati fra gli allievi di questo « nobile istituto educativo».

La WW fu fin dall’inizio molto attenta a dare una veste artistica anche agli oggetti stampati che metteva in vendita. A questo proposito deve essere sottolineato il talento tipografico di Kolo Moser; da lui probabilmente sono nate la maggior parte delle stampe della WW. Un particolare davvero curioso: nelle sue macchine per scrivere la WW fece sostituire il punto con quadratini; sui conti (sui quali veniva riportato non solo l’oggetto, ma anche l’autore del progetto) le linee venivano riempite con questi quadrati, cosicché anche i conti avevano, dal punto di vista tipografico, l’aspetto di un’opera d’arte.”(12)

Se nel suo sforzo di dare forma artistica a tutti gli oggetti della vita quotidiana la WW non ritenne nessun campo troppo umile, non c’è da stupirsi se essa consacrò una particolare attenzione all’ambito della grafica applicata e della grafica d’occasione. “D’altra parte, ciò era anche il mezzo migliore per propagare nuove idee, per richiamare l’attenzione su allestimenti, su manifestazioni e su altre attività, e per farle ricordare.

L’attività in questo senso spaziò in molti campi: dalle stampe ad uso commerciale, dalle pubblicità e dagli inviti fino ai programmi elaborati in modo artistico per manifestazioni di cabaret e di ballo. Inoltre vennero creati ex-libris, libri fotografici, fogli di figurine da ritagliare e libretti a fisarmonica, calendari, carte da gioco, manifesti e una serie di cartoline artistiche comprendenti più di mille numeri, per la cui produzione sono attestati più di 50 disegnatori.

La stampa delle xilografie e delle litografie non poteva essere realizzata con il torchio a mano del laboratorio. Stampa ed esecuzione vennero affidate alle tipografie più importanti di Vienna: quelle di A. Chwala, di A. Berger, la Gesellschaft für Graphische Industrie, e la Rosenbaum Brüder.(13)

“Nei nostri lavori in cuoio e nelle rilegature - come del resto per tutti gli altri lavori - si attribuisce molta importanza alla bontà dei materiali e alla perfezione tecnica della lavorazione. E naturale che le nostre decorazioni possano emergere soltanto là dove la struttura del materiale non vi si opponga. Si usano alternativamente tutti i tipi di arte dell’incisione su cuoio, tutti i tipi di stampa e doratura a mano, di intreccio di cuoio e di decorazione per immersione. Ci saremmo dovuti dimenticare che l’amore con il quale un libro viene stampato e rilegato ci pone in tutt’altro rapporto con lo stesso libro e che ci rende più piacevole e più facile il contatto con le cose belle? Un libro deve essere un capolavoro nella sua totalità il suo valore deve essere misurato come tale. ( Joseph Hoffmann, Programma di lavoro de/la WW , 1904)”(14)

“Nell’autunno del 1907, poco prima dell’apertura del Cabaret, venne aperto sul Graben, al numero 15, il primo dei tre centri di vendita. Con questa apertura la WW si affacciava su una delle arterie commerciali più importanti di Vienna, mentre i locali di esposizione nella Neustiftgasse erano decisamente periferici per l’opinione pubblica di allora. In occasione della prima esposizione di Natale nel nuovo negozio cittadino gli inviti erano stampati su un biglietto, molto accattivante, ideato da Bertold Löffler; la Wiener Allgemeine Zeitung del 13 dicembre 1907 scriveva: «Ora la Wiener Werkstätte, nei suoi sacri locali al n. 15 del Graben, dimostra tutte le sue capacità e la sua forza creativa in una panoramica che fa ammirare la capacità di scoperta di questi artisti pieni di sensibilità e di iniziativa. Nessun ramo dell’ampio ambito dell’arte applicata, nessun materiale, nessun prodotto adatto alle esigenze moderne è ignorato».(15)

La stretta connessione tra strutture architettoniche e arredamento rende la falegnameria della WW una delle sue strutture portanti: “già in uno scritto teorico del 1901, Einfache Möbel (”Mobili semplici”) Josef Hoffmann aveva deciso di dedicarsi a questo settore. Nel

del 1904 - in questo anno fu anche rilasciata ”l’autorizzazione per impianti meccanici per la falegnameria” - Hoffmann scrive: « Nelle nostre officine di falegnarneria è assolutamente indispensabile l’esecuzione più precisa e più solida. Purtroppo i nostri tempi ci hanno abituati a prodotti talmente dozzinali che un mobile lavorato appena appena con un po’ di cura ci sembra irraggiungibile ».

Il già progettato allestimento della falegnameria fu realizzato d’ufficio, e Karl Brauer, dal 1905 attivo nell’atelier di Hoffmann nella WW, scriveva: « La WW aveva una sua falegnameria allestita secondo progetti ben precisi, gli operai avevano una settimana o due di vacanza, il che a quei tempi sollevava molto scalpore. Conduttore e capo dei lavori della falegnameria era l’architetto Emil Gerzabek, un uomo molto esperto».

Nella falegnameria lavorarono e realizzarono i progetti i falegnami scelti da Hoffmann: A. Ziprosch e F. Gloser portarono a termine la maggior parte dei mobili per il Sanatorium Purkersdorf; J. Soulek (che si era assunto l’incarico anche dell’allestimento della falegnameria della WW) costruì i mobili per il Palazzo Stoclet e per Villa Ast.”(16)

continua: [1] [2] [3] [4] [5]
EMScuola Lab*doc storia/Geschichte, Via del Ronco 2, I-39012 Bolzano, tel.:0471/4114 62-60 Contattaci