Lab*Home > Pubblicazioni > Indice > La Secessione 
 
indietro-cap 6.2   stampa/salva cap.6 Rtf stampa/salva cap.6 Html salva tutti i cap. bibliografia galleria immagini   avanti-cap 6.4
 
J. M. OLBRICH, Palazzo della Secessione nel manifesto per la II e III esposizione, 1898-1899

La scultura

In contrasto con l’estremismo innovativo della pittura, gli scultori viennesi preferirono il disegno tradizionale. Consolidando così la sua fama, Kaspar C. von Zumbusch eseguì due ragguardevoli statue equestri: quella del feldmaresciallo Radetsky e quella dell’arciduca Alberto, vincitore degli Italiani nel 1866, che venne posta sulla cima di un frammento delle vecchie mura della città.

Edmund von Hellmer disegnò, per il duomo di Santo Stefano, un interessante monumento per commemorare la liberazione di Vienna dai Turchi nel 1685 e raggiunse il culmine della sua arte nel monumento a Goethe, posto a lato della Ringstrasse, che raffigura il poeta seduto in poltrona.

Hans Bitterlich, professore all’Accademia di Belle Arti come Zumbusch e Hellmer, cesellò per il Volksgarten un magnifico monumento dell’Imperatrice Elisabetta, ritratta in posizione seduta. Profondamente commosso da questo dono, alla cerimonia di inaugurazione l’Imperatore disse che ”questo monumento manterrà viva nelle generazioni future la memoria di Sua Altezza l’Imperatrice e Regina.” E così è stato. Dallo studio di Bitterlich uscirono una bella statua di Johann Gutemberg, padre della stampa, e bellissime statue cimiteriali. Altri suoi lavori in marmo e in bronzo abbellirono parchi pubblici e piazze, come i monumenti a Strauss padre e a Lanner, primi compositori di walzer, allo scrittore Ludwig Anzengruber, a Ferdinand Raimund, popolare commediografo del diciannovesimo secolo, al lirico Nicolaus Lenau e all’artista Hans Canon.

continua: [1] [2] [3] [4] [5] [6]
EMScuola Lab*doc storia/Geschichte, Via del Ronco 2, I-39012 Bolzano, tel.:0471/4114 62-60 Contattaci