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G. KLIMT. Donna con Cappello di piume nero, 1910

Questa Austria è un piccolo mondo

Milena Cossetto, Alessandra Spada

La complessità della storia istituzionale e politica dell’Austria – Monarchia Imperial Regia, Impero absburgico o Austria-Ungheria che dir si voglia – appare con chiarezza fin dalle prime parole che un autore usa per descrivere la compagine guidata da Francesco Giuseppe tra la fine del XIX secolo e i primi anni del Novecento. Per comprendere allora in quale contesto storico e culturale, istituzionale e politico, in quale mondo si trovavano a vivere gli intellettuali e gli artisti che presero parte al grande fermento della Secessione Viennese, è fondamentale passare attraverso le testimonianze dell’epoca ed in particolare attraverso gli scritti di alcuni autori che dell’Austria felix hanno fatto l’ingrediente essenziale (anche se non sempre così evidente) delle loro opere. Lo spazio di tempo preso in considerazione, però, subisce la dilatazione della memoria e del ricordo: gli autori, di cui riportiamo alcuni testi, leggono in quel passato, negli anni in bilico tra i due secoli, i sintomi, i segnali, i malesseri del disfacimento del mondo della sicurezza e delle certezze. Si sgretola la stessa possibilità di convivenza tra diversi popoli e culture, sopraffatti dalle ideologie nazionaliste; si affacciano, senza vergogna o pudore, sulla scena politica ed istituzionale tendenze razziste e antisemite; si avvertono i primi segnali della guerra totale. Il Novecento poi, il secolo breve(1), porterà all’estremo tutte quelle contraddizioni e quei sintomi. Quattro autori presentano il loro “mondo di ieri”:

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