I materiali per le scuole che il Lab*doc storia
(Laboratorio di ricerca, documentazione, aggiornamento, formazione, produzione
di materiali didattico sulla storia locale e generale) della Sovrintendenza
Scolastica ha messo a punto con la collaborazione di insegnanti ed esperti
dei due gruppi linguistici e in sinergia con lIstituto Pedagogico tedesco e
lAssessorato alla Cultura e allo Spettacolo della Città di Bolzano, sono la
prosecuzione di un progetto didattico che tenta di coniugare gli esiti della
più recente ricerca storica, con lapproccio critico ai documenti, la trasversalità e
la flessibilità dei percorsi formativi e, quindi, linnovazione degli strumenti e
dei mezzi didattici, per fare della storia e del sapere storico-culturale uno dei
cardini della formazione delle nuove generazioni.
In questo senso il volume raccoglie materiali per le scuole:
si tratta infatti di un insieme di testi, di documenti, di schede, di immagini, di spunti e
di stimoli rivolti prevalentemente ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Non è un manuale sullepoca della Secessione viennese, né un insieme di unità didattiche:
si tratta invece di unantologia di testi e di documenti diversi tra loro, accompagnati da
riflessioni di ricercatori e storici, sui quali ogni docente, ogni classe, può impostare
uno specifico lavoro di ricerca e approfondimento in relazione allepoca storica, al contesto
culturale, ai linguaggi artistici, alle specificità del territorio locale e delle relazioni
tra Vienna e Bolzano tra Ottocento e Novecento.
Per i temi spiccatamente artistici si fa riferimento al
catalogo della mostra, alle visite guidate e alle altre attività proposte alle scuole
dallAssessorato alla Cultura e allo Spettacolo della Città di Bolzano.
Nel primo capitolo di questo lavoro, "I manifesti
della Secessione viennese 1898-1905. Motivi e potenzialità della mostra alla Galleria Civica
di Bolzano", Silvia Spada fornisce una chiave di lettura del fenomeno secessionista e
accompagna i lettori nellaffascinante mondo delle forme e dei colori, testimonianza del
complesso passaggio al nuovo secolo: Succede spesso che i grandi mutamenti economici e
sociali e le profonde crisi che li accompagnano vengano preceduti da movimenti artistici
che mettono la forma al centro
della propria poetica, cercando di esorcizzare la paura del mutamento imminente attraverso la
scelta di contenuti gradevoli e poco impegnativi, sostenendo il tutto mediante modelli formali
sontuosi, ricchi, persino esageratamente decorativi.
Il secondo capitolo, "Materiali per le scuole: istruzioni per luso", vuole fornire una
sorta di mappa dei materiali, per facilitare lorientamento nel complesso mondo in cui arte,
storia, letteratura, dimensione quotidiana dellesistenza si intrecciano strettamente.
Nel terzo capitolo, "LAustria di fine secolo", si cominciano
a definire i contorni delle diverse componenti culturali che hanno contribuito, allindomani della prima guerra mondiale, a sviluppare il cosiddetto mito absburgico come sogno/desiderio di unantica epoca della sicurezza.
Il quarto capitolo, "Questa Austria è un piccolo mondo
", è una raccolta antologica
di testi di alcuni tra i più significativi autori che hanno descritto e raccontato,
a posteriori, lAustria della svolta di secolo: Stefan Zweig, Robert Musil, Peter Altenberg e
Karl Kraus. Attraverso una serie di percorsi e di confronti, anche con testi di autori estranei
alla compagine absburgica, è possibile guidare le studentesse e gli studenti ad una serie di
riflessioni non solo sul contenuto dei singoli testi, ma proprio sul ruolo che la letteratura
dellepoca assume in relazione alla memoria, al ricordo, alla storia.
Il quinto e il sesto capitolo, "Claus Gatterer: lAustria di Cesare Battisti" e "Vienna capitale
del XX secolo: lo sguardo di Arthur May" sono invece la ricostruzione ad opera di due
storici, un sudtirolese e un americano, delle vicende istituzionali, politiche e culturali che
hanno fatto di Vienna la capitale del XX secolo. In particolare Claus Gatterer mette in luce
come lAustria in cui visse Cesare Battisti fosse non solo un crogiuolo di popoli e di culture,
ma anche un luogo di incontro e scambio di movimenti politici ed intellettuali innovativi da
tutti i punti di vista, da quello scientifico, a quello filosofico a quelle medico a quello
artistico e letterario. Arthur May, studioso americano, autore di studi sulla storia della
Monarchia absburgica, in alcune sue lezioni universitarie descrive Vienna come La città doro
del Kaiser e, in forma discorsiva, ci guida attraverso il caleidoscopio artistico di fine
secolo.
Ferruccio Delle Cave, nei capitoli settimo ed ottavo,
propone due percorsi attraverso la Letteratura tirolese tra il 1890 e il 1914: Der Föhn e
Der Brenner e la biografia di due artisti secessionisti bolzanini, Anton e May Hofer.
Sono importanti contributi, in quanto aprono uno spiraglio per cogliere quanto e come nei
primi anni del Novecento il dibattito culturale e letterario locale attingesse, per nutrirsi
e svilupparsi, alle sinergie che si erano create tra Vienna, Monaco, Bolzano, Trento.
Attraverso le vicende legate al ruolo internazionale della rivista Der Brenner e ai
legami tra i suoi collaboratori, Carl Dallago, Ludwig von Ficker, Max von Esterle,
Georg Trakl e il grande polemista viennese Karl Kraus o il filosofo Ludwig Wittgenstein,
studentesse e studenti possono forse cogliere la stretta connessione tra ricchezza del
dibattito culturale e pluralità di contributi e di idee, tra centro e periferia di uno
stato plurinazionale, tra dimensione multiculturale e i rischi che derivano dalle
chiusure nazionalistiche.
Paola Bassetti, con i sui contributi sulla Secessione
vienense e larte del manifesto e Come scriviamo: lalfabeto, propone due percorsi articolati
attraverso la nascita, lo sviluppo ed il ruolo che il manifesto ha assunto nel corso
dellultimo secolo, divenendo uno dei principali strumenti di comunicazione,
intrecciando la sua valenza artistica con quella prettamente informativo-comunicativa.
Da Henri de Touluse-Lautrec a Klimt, a Olbrich, a Depero, alle sperimentazioni di
fotomontaggio, il manifesto segna tutta la cultura e lesperienza della comunicazione sociale
del Novecento, su cui si innestano le nuove tecnologie della computer grafica. Il secondo
percorso conduce alla riflessione sulla nascita e lo sviluppo dei caratteri tipigrafici e
del loro ruolo nellestetica e nella comunicazione attraverso i manifesti.
Alessandra Spada, Elena Farruggia, Milena Cossetto
presentano, infine, le molteplici attività della Wiener Werkstätte, promossa da Josef
Hoffmann e Kolo Moser, il laboratorio totale dove ogni aspetto della vita umana e ogni
oggetto della vita quotidiana poteva diventare un medium della dimensione artistica e
creativa, ricostruendo la smarrita unità di forma e valore duso. Nasce quel particolare
artigianato artistico che sottrae ogni momento della vita alla massificazione: stoffe,
mobili, oggetti darredamento, gioielli, vestiti, cartoline, manifesti, libri illustrati,
giocattoli diventano preziosi, perchè sanno liberare la Bellezza dalla sua torre davorio
e restituirla finalmente alla Vita.
Elena Farruggia individua, infine, alcuni percorsi
didattici interdisciplinari, capaci di inserire la visita alla mostra sui Manifesti della
Secessione viennese nel più ampio contesto della programazione didattica dellultimo anno
delle scuole medie, nel biennio degli Istituti Professionali o nellultimo anno delle scuole
superiori.
Una bibliografia essenziale, "Per saperne di più",
chiude ogni capitolo ed il testo.
Maria Lenarduzzi rende,
con la sua arte grafica ed il gioco delle immagini, anche il testo un oggetto darte.
Da anni la collaborazione tra enti ed istituzioni del
territorio e le scuole dei tre gruppi linguistici in Provincia di Bolzano, anche
tra mille e una difficoltà e nella complessità del confronto interculturale, ha dato fragili
frutti dal sapore fino ad ora sconosciuto; vorremmo che anche questo lavoro,
se pure con tutti i limiti di un testo per le scuole, potesse contribuire a
diffondere il sapore sconosciuto del dialogo tra storie, culture, lingue diverse:
per fare di questa nostra storia dincontri, una speranza di futuro di pace per tutti
i popoli della terra.