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J. V. KRAEMER. Manifesto per la XI esposizione, 1907

Materiali per le scuole: istruzioni per l'uso

Milena Cossetto

I materiali per le scuole che il Lab*doc storia (Laboratorio di ricerca, documentazione, aggiornamento, formazione, produzione di materiali didattico sulla storia locale e generale) della Sovrintendenza Scolastica ha messo a punto con la collaborazione di insegnanti ed esperti dei due gruppi linguistici e in sinergia con l’Istituto Pedagogico tedesco e l’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo della Città di Bolzano, sono la prosecuzione di un progetto didattico che tenta di coniugare gli esiti della più recente ricerca storica, con l’approccio critico ai documenti, la trasversalità e la flessibilità dei percorsi formativi e, quindi, l’innovazione degli strumenti e dei mezzi didattici, per fare della storia e del sapere storico-culturale uno dei cardini della formazione delle nuove generazioni.

In questo senso il volume raccoglie materiali per le scuole: si tratta infatti di un insieme di testi, di documenti, di schede, di immagini, di spunti e di stimoli rivolti prevalentemente ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Non è un manuale sull’epoca della Secessione viennese, né un insieme di unità didattiche: si tratta invece di un’antologia di testi e di documenti diversi tra loro, accompagnati da riflessioni di ricercatori e storici, sui quali ogni docente, ogni classe, può impostare uno specifico lavoro di ricerca e approfondimento in relazione all’epoca storica, al contesto culturale, ai linguaggi artistici, alle specificità del territorio locale e delle relazioni tra Vienna e Bolzano tra Ottocento e Novecento.

Per i temi spiccatamente artistici si fa riferimento al catalogo della mostra, alle visite guidate e alle altre attività proposte alle scuole dall’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo della Città di Bolzano.

Nel primo capitolo di questo lavoro, "I manifesti della Secessione viennese 1898-1905. Motivi e potenzialità della mostra alla Galleria Civica di Bolzano", Silvia Spada fornisce una chiave di lettura del fenomeno secessionista e accompagna i lettori nell’affascinante mondo delle forme e dei colori, testimonianza del complesso passaggio al nuovo secolo: “Succede spesso che i grandi mutamenti economici e sociali e le profonde crisi che li accompagnano vengano preceduti da movimenti artistici che mettono la forma al centro della propria poetica, cercando di esorcizzare la paura del mutamento imminente attraverso la scelta di contenuti gradevoli e poco impegnativi, sostenendo il tutto mediante modelli formali sontuosi, ricchi, persino esageratamente decorativi”.

Il secondo capitolo, "Materiali per le scuole: istruzioni per l’uso", vuole fornire una sorta di mappa dei materiali, per facilitare l’orientamento nel complesso mondo in cui arte, storia, letteratura, dimensione quotidiana dell’esistenza si intrecciano strettamente.

Nel terzo capitolo, "L’Austria di fine secolo", si cominciano a definire i contorni delle diverse componenti culturali che hanno contribuito, all’indomani della prima guerra mondiale, a sviluppare il cosiddetto “mito absburgico” come sogno/desiderio di un’antica epoca della sicurezza. Il quarto capitolo, "Questa Austria è un piccolo mondo…", è una raccolta antologica di testi di alcuni tra i più significativi autori che hanno descritto e raccontato, a posteriori, l’Austria della svolta di secolo: Stefan Zweig, Robert Musil, Peter Altenberg e Karl Kraus. Attraverso una serie di percorsi e di confronti, anche con testi di autori estranei alla compagine absburgica, è possibile guidare le studentesse e gli studenti ad una serie di riflessioni non solo sul contenuto dei singoli testi, ma proprio sul ruolo che la letteratura dell’epoca assume in relazione alla memoria, al ricordo, alla storia. Il quinto e il sesto capitolo, "Claus Gatterer: l’Austria di Cesare Battisti" e "Vienna capitale del XX secolo: lo sguardo di Arthur May" sono invece la ricostruzione ad opera di due storici, un sudtirolese e un americano, delle vicende istituzionali, politiche e culturali che hanno fatto di Vienna la capitale del XX secolo. In particolare Claus Gatterer mette in luce come l’Austria in cui visse Cesare Battisti fosse non solo un crogiuolo di popoli e di culture, ma anche un luogo di incontro e scambio di movimenti politici ed intellettuali innovativi da tutti i punti di vista, da quello scientifico, a quello filosofico a quelle medico a quello artistico e letterario. Arthur May, studioso americano, autore di studi sulla storia della Monarchia absburgica, in alcune sue lezioni universitarie descrive Vienna come La città d’oro del Kaiser e, in forma discorsiva, ci guida attraverso il caleidoscopio artistico di fine secolo.

Ferruccio Delle Cave, nei capitoli settimo ed ottavo, propone due percorsi attraverso la Letteratura tirolese tra il 1890 e il 1914: “Der Föhn” e “Der Brenner” e la biografia di due artisti secessionisti bolzanini, Anton e May Hofer. Sono importanti contributi, in quanto aprono uno spiraglio per cogliere quanto e come nei primi anni del Novecento il dibattito culturale e letterario locale attingesse, per nutrirsi e svilupparsi, alle sinergie che si erano create tra Vienna, Monaco, Bolzano, Trento. Attraverso le vicende legate al ruolo internazionale della rivista “Der Brenner” e ai legami tra i suoi collaboratori, Carl Dallago, Ludwig von Ficker, Max von Esterle, Georg Trakl e il grande polemista viennese Karl Kraus o il filosofo Ludwig Wittgenstein, studentesse e studenti possono forse cogliere la stretta connessione tra ricchezza del dibattito culturale e pluralità di contributi e di idee, tra centro e periferia di uno stato plurinazionale, tra dimensione multiculturale e i rischi che derivano dalle chiusure nazionalistiche.

Paola Bassetti, con i sui contributi sulla Secessione vienense e l’arte del manifesto e Come scriviamo: l’alfabeto, propone due percorsi articolati attraverso la nascita, lo sviluppo ed il ruolo che il manifesto ha assunto nel corso dell’ultimo secolo, divenendo uno dei principali strumenti di comunicazione, intrecciando la sua valenza artistica con quella prettamente informativo-comunicativa. Da Henri de Touluse-Lautrec a Klimt, a Olbrich, a Depero, alle sperimentazioni di fotomontaggio, il manifesto segna tutta la cultura e l’esperienza della comunicazione sociale del Novecento, su cui si innestano le nuove tecnologie della computer grafica. Il secondo percorso conduce alla riflessione sulla nascita e lo sviluppo dei caratteri tipigrafici e del loro ruolo nell’estetica e nella comunicazione attraverso i manifesti.

Alessandra Spada, Elena Farruggia, Milena Cossetto presentano, infine, le molteplici attività della Wiener Werkstätte, promossa da Josef Hoffmann e Kolo Moser, il “laboratorio totale” dove ogni aspetto della vita umana e ogni oggetto della vita quotidiana poteva diventare un medium della dimensione artistica e creativa, ricostruendo la smarrita unità di forma e valore d’uso. Nasce quel particolare artigianato artistico che sottrae ogni momento della vita alla massificazione: stoffe, mobili, oggetti d’arredamento, gioielli, vestiti, cartoline, manifesti, libri illustrati, giocattoli diventano preziosi, perchè sanno liberare la Bellezza dalla sua torre d’avorio e restituirla finalmente alla Vita.

Elena Farruggia individua, infine, alcuni percorsi didattici interdisciplinari, capaci di inserire la visita alla mostra sui Manifesti della Secessione viennese nel più ampio contesto della programazione didattica dell’ultimo anno delle scuole medie, nel biennio degli Istituti Professionali o nell’ultimo anno delle scuole superiori.

Una bibliografia essenziale, "Per saperne di più", chiude ogni capitolo ed il testo.

Maria Lenarduzzi rende, con la sua arte grafica ed il gioco delle immagini, anche il testo un oggetto d’arte.

Da anni la collaborazione tra enti ed istituzioni del territorio e le scuole dei tre gruppi linguistici in Provincia di Bolzano, anche tra mille e una difficoltà e nella complessità del confronto interculturale, ha dato fragili frutti dal sapore fino ad ora sconosciuto; vorremmo che anche questo lavoro, se pure con tutti i limiti di un testo per le scuole, potesse contribuire a diffondere il sapore sconosciuto del dialogo tra storie, culture, lingue diverse: per fare di questa nostra storia d’incontri, una speranza di futuro di pace per tutti i popoli della terra.

EMScuola Lab*doc storia/Geschichte, Via del Ronco 2, I-39012 Bolzano, tel.:0471/4114 62-60 Contattaci