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Breve illustrazione dei contenuti

I. Le avanguardie storiche

Avanguardia: dai primi del Novecento in arte si usa chiamare d’avanguardia tendenze e opere rispecchianti nuovi modi di sentire, con lo scopo di innovare profondamente fino alla rottura rivoluzionaria le tradizioni esistenti, nella convinzione di costituire modelli di comportamento generalizzabili.

È tipica infatti delle avanguardie la formulazione di manifesti giustificativi e programmatici.

L’era tipica delle avanguardie è rappresentata dai primi decenni del XX secolo, caratterizzati da un alto numero e da un’alta qualità delle proposte innovatrici.

Generalmente si annoverano come movimenti d’avanguardia:

1. Espressionismo – 22 ottobre

Recupera tendenze spiritualistiche e primitivistiche espresse nell’ultimo Ottocento specialmente nella pittura di Van Gogh, Gaugin, Munch, Ensor.

Contestazione della società borghese, giudicata inautentica e anticreativa.

Anelito alla riconquista di una verginità primitiva, affrancata da barriere sociali e razionali.

Tecnica: semplificazione, appiattimento elementare intenzionale delle forme; violento cromatismo che diventa nucleo espressivo del gruppo.

Gruppo Die Brücke (Kirchner, Schmidt-Rottluff, Heckel, Nolde, Pechstein, Müller) in Germania e Fauvismo (Matisse, Derain, Vlaminck, Van Dongen) in Francia, in Austria Kokoschka, Schiele, Kubin.

2. Cubismo – 29 ottobre

Nascita del cubismo messo in relazione con il dipinto di Picasso Les demoiselles d’Avignon (1907), la cui ispirazione deriva dalla scultura catalana, da quella africana e dalle pittura di Cézanne.

La nascita vera e propria si ha però solo con l’incontro tra Picasso e Braque e con l’inizio della loro stretta collaborazione durata fino al 1914.

I teorici sono Apollinaire, Gleizes e Metzinger.

Le immagini dipinte da Picasso e Braque scompongono l’oggetto e lo spazio circostante attraverso la sovrapposizione e la giustapposizione di più vedute dell’oggetto, che si otterrebbero da diversi angoli visuali.

Dalla riduzione dello spazio a solidi geometrici, si passa ad una trama più fitta di segni, infine all’inserimento di oggetti (collage).

Da ricordare i simboli della civiltà meccanica in Léger.

3. Futurismo – 5 novembre

Movimento letterario e artistico italiano che propugnò un totale distacco dalla tradizione per aderire, attraverso la rappresentazione del movimento, al dinamismo della vita moderna.

Manifesto del futurismo pubblicato da Marinetti su Le Figaro il 20 febbraio 1909.

Manifesto dei pittori futuristi 1910.

Principali pittori futuristi: Boccioni, Severini, Balla, Carrà, Russolo, Depero.

Caratteristica tecnica principale: abolizione dell’immagine prospettica tradizionale per un moltiplicarsi di punti di vista che esprimano il dinamismo dello spazio.

Cenni sul futurismo russo.

4. Astrattismo: dal Blauer Reiter, al Suprematismo e al Costruttivismo fino a De Stijl – 12 novembre

I. Il Cavaliere Azzurro (Der Blaue Reiter)

1911: Kandinskij presenta la prima mostra del Cavaliere Azzurro (Der Blaue Reiter) a Monaco:

ci sono nomi di spicco come: Paul Klee, Franz Marc, August Macke, Alfred Kubin, Alexei Jawlenskij.

Si diffondono le teorie di Freud e Jung sull’inconscio.

II. Suprematismo

Movimento artistico russo fondato nel 1913 da Casimir Malevic e basato su una pittura astratta dalle forme rigorosamente geometriche. Affermazione del non-oggettivismo, concezione di uno spazio fluido all’interno del quale agiscono forze magnetiche di trazione ascensionale

III. Costruttivismo

Movimento sorto in Russia intorno al 1913 che fa capo a Tatlin.

Riduzione di ogni forma artistica a forma geometrica, non figurativa.

Progettazioni urbanistiche, ricerche formali su oggetti d’uso comune, centri sociali urbani; composizione dello spazio urbano secondo le specifiche leggi dello stato socialista.

IV. De Stijl

1917: Piet Mondrian, Bart Van der Leck, Theo Van Doesburg fondano la rivista De Stijl, in antitesi all’astrattismo di Kandinskij.

Pittori, scultori ed architetti sono ricercano nuovi rapporti elementari ed essenziali nelle forme e nei colori anelando alla creazione di un linguaggio comune a tutte le arti.

5. Dadaismo - 19 novembre

Movimento artistico-letterario sorto contemporaneamente in Europa e stati Uniti verso il 1916, col programma di demistificare tutti i valori costituiti della cultura, attraverso un’azione che saltasse l’idea di primitivismo, di spontaneità creativa e irrazionale.

Tecniche: collage, fotomontaggio, rayogramma, polimaterismo, Merz, ready-made.

Gruppo di Zurigo (Cabaret Voltaire):scrittore e filosofo Hugo Ball, scrittore Tristan Tzara, artisti Janco e Arp, poi Sophie Täuber, Richter, Schad.

Gruppi tedeschi: Gruppo berlinese con Hausmann, a Colonia Ernst, a Hannover Schwitters.

Movimento newyorchese: Duchamp, Picabia, Man Ray.

1919: incontro tra Tzara e Picabia a Zurigo. 1920-21: fusione dei movimenti a Parigi.

6. Surrealismo – 26 novembre

Movimento sorto attorno al 1924.

Reazione al formalismo cubista. Esaltazione del non-senso e dell’irrazionale, utilizzazione di elementi di automatismo psichico e di casualità.

Importanza della metafisica di De Chirico: accostamenti inediti di oggetti tendenti ad una nuova ed occulta significazione, atmosfera densa di ambiguità e di mistero.

Ruolo primario della psicanalisi, che aveva aperto un orizzonte del tutto nuovo all’arte: il mondo del sogno e dei suoi significati.

Poeti raccolti attorno a Breton a Parigi: Aragon, Eluard, Soupault, Artaud (ultimi due presto esclusi, entrambi troppo estremisti per iscriversi ad un partito – quello comunista).

Pittori di diversa provenienza: Ernst, Tanguy, Masson, Magritte, Delvaux, Dalì, Mirò, Brauner

Arte intesa come veicolo di conoscenza irrazionale.

7. Ritorno all’ordine – 3 dicembre

1919–39: il periodo tra le due guerre sembra dominato dal diffondersi degli astrattismi: De Stijl, Cercle et Carré, dal Dadaismo, dall’immaginario surrealista. Questo secondo una “certa” storia dell’arte, un certo tipo di storiografia, ma la storia stessa ci costringe a tenere conto di altri fenomeni.

Tra le due guerre c’è una vasta corrente che, come reazione alle avanguardie, ritorna al figurativo, al “realismo”

Mostra Les Réalismes curata da Jean Clair : eterogeneità tra le nazioni, ma con una specificità.

Dal 1919 in letteratura e in musica si assiste ad una riabilitazione dei valori culturali nazionali, della tradizione: Ritorno all’ordine, Realismo magico in Germania, Francia, Valori Plastici e Novecento in Italia.

Ripresa della prospettiva e dell’Umanesimo.

Artisti: Carrà, De Chirico, Dudreville, Funi, Sironi, Marussig, Oppi Donghi, Guidi, Cagnaccio di San Pietro, Campigli, Casorati, Dix, Grosz, Mense Schad, Schlichter, Schrimpf, Severini, Picasso.

II. Oltre la avanguardie storiche

8. L’Informale – 14 gennaio

Dopo il consolidamento poetiche dell’astrattismo, esaurita la fase del ritorno all’ordine, si affacciano poetiche del segno e del gesto che preludono all’Informale, alla pittura materica e all’Espressionismo astratto.

Analisi dell’Informale in Europa: Wols, Fautrier, Dubuffet, Hartung, Mathieu, Vedova, Burri, Tápies.

Gruppo giapponese “Gutai”.

Grupo Cobra.

Espressionismo Astratto americano (Action Painting): Gorky, De Kooning, Kline, Tobey, Pollock, Rothko.

9. Le poetiche dell’oggetto: Nouvéau Réalisme e Pop Art – 21 gennaio

All’era dell’Informale verso la fine degli anni Cinquanta succede la corrente della Pop Art; al dominio dei valori soggettivi ed emozionali si sostituisce l’attenzione per l’oggetto banale e quotidiano. Il carattere dominante dell’arte pop e dei linguaggi che ruotano attorno ad essa è di aver riscattato in maniera decisiva l’oggetto di consumo. In un contesto costituito dalla cultura urbana della società di massa – cinema hollywoodiano, pubblicità, musica rock, fast food – la Pop Art è riuscita dive le avanguardie storiche hanno sempre fallito: nell’unificare riflessione colta e gusto generalizzato.

Artisti passati in rassegna:

- Pop inglese: Hamilton, Paolozzi, Blake.

- Pop statunitense: Liechtenstein, Wesselmann, Rosenquist, Warhol, Oldenburg, Segal.

- Nouvéau Réalisme: Arman, César, Spoerri, Christo, Tinguely, Villeglé, Hains, Rotella.

10. La Smaterializzazione dell’Arte in Europa – 28 gennaio

Dopo una fase di pop art ritenuta sin troppo facile da “consumare”, un certo mondo artistico intende interrogarsi sull’essenza dell’arte. Viene pertanto posta la questione se il principio della ricezione visiva sia effettivamente il fattore essenziale alla fruizione dell'arte o se non si debba piuttosto privilegiare la riflessione, così come ci si domanda se l’arte consista in una pittura o scultura e non piuttosto nell’idea che si ha di queste stesse. Con Lucio Fontana inizia la messa in questione del quadro da cavalletto e l’affermazione dell’urgenza di un’arte capace di protendersi oltre i limiti della tela per spaziare in dimensioni più vaste.

Fontana, Manzoni, Klein. Gruppo N, Gruppo Zero.

L’elemento luminoso nell’arte contemporanea: Nannucci, Morellet, Antonakos, Verjux, Kowantz e molti altri.

11. Il Minimalismo e la Land Art: la riduzione dei linguaggi artistici negli Stati Uniti – 4 febbraio

Come reazione all’esuberanza della Pop Art, verso la prima metà degli anni Sessanta si sviluppano linguaggi artistici rigorosi tendenti all’essenziale. Molti autori cercano inoltre di creare queste forme elementari negli spazi non deputati all’arte, ovvero in ampie distese di territorio come i deserti, le catene montuose o i laghi.

Autori come Robert Morris, Sol Le Witt, Donald Judd, Anthony Caro, Walter De Maria, Robert Smithson, Michael Heizer.

12. Arte Povera ed aneliti “d’opera d’arte totale”– 11 febbraio

I cosiddetti artisti poveristi italiani partecipano con fervore al clima di rinnovamento della scena artistica spinti dall’urgenza di ridare un senso autentico alle nostre facoltà di vedere e sentire, distante dalla manipolazione della società consumistica. Uno degli intenti dell’Arte Povera è di mettere in condizione il pubblico di vedere e non di guardare soltanto ciò a cui di solito non si presta alcuna attenzione. È un’arte apparentemente selvaggia, ma sostanzialmente raffinatissima che vuole trasporre l’opera d’arte al di là del suo ambito convenzionale e legarla agli eventi di tutti i giorni. (Merz, Penone, Anselmo, Zorio, Fabro, Kounellis, Boetti e altri).

Contemporaneamente in Germania con Beuys si raggiunge una delle punte più alte della ricerca novecentista di voler coniugare arte e vita.

13. Performance Art – 18 febbraio

Lo sviluppo di forme d’arte che coinvolgono il corpo e che aspirano ad una

condizione “totale” e non mercificabile della sfera artistica. Rassegna di autori dal Futurismo fino ai

giorni nostri (serate futuriste, dada, Bauhaus, Informale, happening, fluxus, azionismo viennese,

Marina Abramovic, Gina Pane, Vito Acconci, Chris Burden, Valie Export, Helio Oitcica, Lygia

Clark e altri).

14. La Transavanguardia e i Nuovi Selvaggi – 25 febbraio

Negli anni Settanta si assiste ad un ritorno al figurativo e alle origini propugnato in particolare da un gruppo di artisti italiani, oggi noti come Transavanguardia e da un gruppo tedesco riunito sotto l’etichetta “Neue Wilden”. Artisti come Mimmo Paladino, Francesco Clemente, Sandro Chia, Penck, Georg Baselitz, Markus Lüpertz, Jörg Immendorf.

15. Il rapporto tra arte e fotografia: dal pittoricismo iniziale alla fotografia come medium autonomo – 4 marzo

La fotografia ai suoi esordi cerca di affermarsi imitando il linguaggio della pittura e appropriandosi delle iconografie di quest’ultima. Con il dadaismo la fotografia viene impiegata per la prima volta per le sue proprietà concettuali. L’uso concettuale del medium fotografico appartiene a molta fotografia documentaristica ed a sfondo sociologico e conosce soprattutto un momento molto importante negli anni Settanta con il movimento della Narrative Art e dell’arte concettuale; in quel periodo viene prediletta l’immagine in bianco e nero. Con gli anni Ottanta ritorna l’uso del colore e si diffondono immagini di grande formato: la fotografia è riconosciuta come linguaggio artistico e può ostentare anche le sue componenti pittoriche.

16. L’evoluzione della scultura: arte pubblica ed installazioni – 11 marzo

L’eterogenea scena dell’arte plastica comprende i linguaggi “glamorous” degli YBA (Young British Artists) così come le posizioni minimaliste di Kapoor e della Whiteread. Sempre più diffusa è l’esigenza di confrontarsi con lo spazio pubblico creando installazioni dal carattere “site specific” e sovente connotate da un contenuto socio-politico.

I. La scultura contemporanea (Bourgeois, West, Kapoor, Laib, Whiteread, Hirst, Chapman, Mueck, Fritsch, Balkenhol, Munoz, Gober, Shonibare e molti altri).

II. Situazioni ed installazioni (Haacke, Baumgarten, Gerz, Höller, Boltanski, Kabakov, Cattelan, Garutti, Xhafa, Geers, Torimitsu, Neto, Nari Ward, Marthine-Tayou e molti altri).

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