I provvedimenti del senatore Tolomei

 

La Presidenza del Consiglio dei Ministri propose di affidare a Tolomei l'incarico di coordinare gli interventi nel campo culturale a Bolzano subito dopo l'arrivo delle truppe italiane.
Tolomei, nominato "Commissario della lingua e cultura italiana nell'Alto Adige", propose fin dall'inizio di cancellare la toponomastica di lingua tedesca e sostituirla immediatamente con quella in lingua italiana di cui era stato il teorico. Avendo già pubblicato il prontuario con la toponomastica italiana, Tolomei si preoccupò di andare località per località a cancellare la toponomastica di lingua tedesca sostituendola con quella in lingua italiana.
Dovendo giustificare alla popolazione la conquista della regione Tolomei affermò che "l'Alto Adige è nostro perché il confine naturale è quello delle Alpi. L'Alto Adige è nostro perché i fiumi corrono verso sud"; essendo infatti il bacino idrico quello del Mediterraneo, l'Alto Adige non può che essere "nostro". È ribadito inoltre che sia la flora che la fauna sono italiane fino al Brennero; anche se la popolazione non parla la nostra lingua, i conigli e i gatti sono "nostri", allora evidentemente lo è anche la popolazione.
Con decreto del prefetto fascista l'insegnamento in lingua tedesca fu proibito e punito. Gli insegnanti sorpresi ad impartire lezioni in tedesco e gran parte dei dipendenti pubblici vennero licenziati, imprigionati o trasferiti in altri paesi.
Nel 1925 l'Italiano fu decretato lingua ufficiale ed esso doveva essere utilizzato per gli annunci pubblici, per le insegne stradali, per le scritture pubblicitarie, ecc. il tedesco quindi venne bandito dalla vita pubblica.
Fu introdotta la toponomastica italiana e venne vietata la denominazione "Tirol". Furono quindi sciolte e private dei loro patrimoni tutte le federazioni sociali e commerciali (sindacati, società ginnica, ecc.).

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