Acque industriali

Si chiamano acque industriali quelle acque che, presentando determinati requisiti fisici, chimici e talora anche batteriologici, possono venire impiegate in particolari processi industriali; vanno anche comprese sotto tale nome le acque che, proveniendo da certe lavorazioni, devono essere depurate per poter essere impunemente immesse nei condotti ordinari di scarico.
A seconda del loro uso le acque devono possedere determinati requisiti:

  • acque per caldaie; per essere destinata a tale uso l'acqua non deve corrodere le lamine di ferro o dare origine a incrostazioni causate dalla presenza di carbonati di calcio e magnesio;
  • acque per industrie tessili e affini; in questo tipo di industrie l'acqua, unitamente al sapone, si impiega come detergente; occorrono perciò acque che non contengano ioni alcalino- terrosi (Mg++, Ca++, Sr++), poiché essi fanno precipitare i saponi neutralizzando la loro azione anche sulla fibra stessa in modo che le successive operazioni di tintoria non diano risultati soddisfacenti.
    Nell'acqua per tintoria inoltre non ci devono essere metalli pesanti che possano provocare macchie.

Le acque possono essere utilizzate inoltre per il raffreddamento di impianti o, come materia prima, nella produzione di energia elettrica (cfr. centrale idroelettrica).