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Le cosiddette leggi "fascistissime" rafforzarono i poteri del
capo del governo al quale non era più richiesto di rispondere del proprio operato davanti
al parlamento, ridotto a semplice luogo di rappresentanza. Tutte le associazioni furono
sottoposte al controllo della polizia; i sindacati fascisti vennero riconosciuti come gli
unici legittimi, le commissioni interne furono abolite. Nel corso del 1926, con una serie
di norme repressive, furono abolite le amministrazioni comunali e provinciali elettive e
sostituite con autorità di nomina governativa; furono soppressi i giornali e sciolti i
partiti di opposizione; fu stabilito il confino di polizia per gli antifascisti. Per
giudicare i reati contro la sicurezza dello Stato (per i quali era prevista anche la pena
di morte) venne istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, il cui collegio
giudicante era formato da membri della Milizia e da militari. |