PROVA INVALSI DI ITALIANO (Parte seconda)
Scuola Secondaria di I grado ~ Classe Prima

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I CAPELLI DEL GIGANTE

Una volta c’erano quattro fratelli. Tre erano piccolissimi ma tanto furbi, il
quarto era un gigante dalla forza smisurata ma era molto meno furbo degli altri.
La forza ce l’aveva nelle mani e nelle braccia, ma l’intelligenza ce l’aveva
nei capelli. I suoi furbi fratellini gli tagliavano i capelli corti corti, perché
5 restasse sempre un po’ tonto, e poi tutti i lavori li facevano fare a lui, che era
tanto forte, e loro stavano a guardarlo e intascavano il guadagno.
Lui doveva arare i campi, lui spaccare la legna, fare girare la ruota del
mulino, tirare il carretto al posto del cavallo, e i suoi furbi fratellini sedevano a
cassetta e lo guidavano a suon di frusta.
10 E mentre sedevano a cassetta tenevano d’occhio la sua testa e dicevano:
— Come stai bene con i capelli corti.
— Ah, la vera bellezza non sta mica nei riccioli.
— Guardate quel ciuffo che si allunga: stasera ci vorrà un colpetto di forbici.
Intanto si strizzavano l’occhio, si davano allegre gomitate nei fianchi e al
15 mercato intascavano i soldi, andavano all’osteria e lasciavano il gigante a fare la
guardia al carretto.
Da mangiare gliene davano abbastanza perché potesse lavorare; da bere poi,
gliene davano ogni volta che aveva sete, ma solo vino di fontana.
Un giorno il gigante si ammalò. I suoi fratellini, per paura che morisse mentre
20 era ancora buono a lavorare, fecero venire i migliori medici del paese a curarlo,
gli davano da bere le medicine più costose e gli portavano la colazione a letto.
E chi aggiustava i cuscini, chi gli rimboccava le coperte. E intanto gli
dicevano:
— Vedi quanto ti vogliamo bene? Tu dunque, non morire, non farci questo
25 torto.
Erano tanto preoccupati per la sua salute, che si dimenticarono di tener
d’occhio la capigliatura. I capelli ebbero il tempo di crescere lunghi come non
erano mai stati e con i capelli tornò al gigante tutta la sua intelligenza.
Egli cominciò a riflettere, a osservare i suoi fratellini, a sommare due più due
30 e quattro più quattro. Comprese finalmente quanto essi fossero stati perfidi, e lui
tonto, ma subito non disse nulla. Aspettò che gli tornassero le forze e una
mattina, mentre i suoi fratellini dormivano ancora, egli si alzò, li legò come
salami e li caricò sul carretto.
— Dove ci porti, fratello caro, dove porti i tuoi amati fratellini?
35 — Ora vedrete.
Li portò alla stazione, li ficcò in treno legati come stavano e per tutto saluto
disse loro: — Andatevene, e non fatevi più rivedere da queste parti. Mi avete
ingannato abbastanza. Adesso il padrone sono io.
Il treno fischiò, le ruote si mossero, ma i tre furbi fratellini se ne stettero
40 buoni buoni al loro posto e nessuno li ha rivisti mai più.

(G. Rodari, in Favole al telefono, Torino, Einaudi, 1962, pp. 46-47)

  1. Con quale parola si può sostituire dunque nella frase: “Tu dunque, non morire…” (riga 24)?
    1.   Quindi.
    2.   Pure.
    3.   Infatti.
    4.   Inoltre.
  2. Perchè il gigante alla fine della storia esclama: “Adesso il padrone sono io”?
    1.   Potrà farsi crescere i capelli come vorrà.
    2.   Sa di avere in mano la situazione.
    3.   Sa di essere più furbo dei suoi fratelli.
    4.   Potrà far lavorare i suoi fratelli.
  3. Qual è la “morale” contenuta nella storia?
    1.   L’intelligenza risiede nei capelli.
    2.   Meglio soli che male accompagnati.
    3.   L’unione fa la forza.
    4.   La perfidia e l’inganno non pagano.
  4. Perché i tre fratelli si dimenticano di tagliare i capelli al gigante (righe 26 - 27)?
    1.   Hanno molto lavoro nei campi.
    2.   Hanno poca memoria.
    3.   Sono troppo in ansia.
    4.   Hanno la testa fra le nuvole.
  5. Che cosa significa che il gigante comincia a “sommare due più due e quattro più quattro” (righe 29-30)?
    1.   Ragiona su quello che gli è successo.
    2.   Decide di reagire immediatamente.
    3.   Calcola quanto i fratelli gli hanno rubato.
    4.   Fa un piano per vendicarsi.
  6. La forma verbale morisse (riga 19) è coniugata al…
    1.   indicativo presente.
    2.   congiuntivo imperfetto.
    3.   indicativo imperfetto.
    4.   congiuntivo presente.
  7. Con quale parola si può sostituire perfidi (riga 30)?
    1.   Violenti.
    2.   Malvagi.
    3.   Vili.
    4.   Traditori.
  8. Quale parola tra le seguenti si potrebbe inserire dopo la congiunzione e nella frase: “…e i suoi furbi fratellini sedevano…” (righe 8-9)?
    1.   Poi.
    2.   Anche.
    3.   Invece.
    4.   Infatti.
  9. Perché i fratelli “se ne stettero buoni buoni al loro posto” (righe 39 - 40)?
    1.   Ormai il treno era partito e non potevano tornare indietro.
    2.   Non ne potevano più della prepotenza del fratello.
    3.   Credevano di trovare un futuro migliore lontano dal gigante.
    4.   Non avrebbero comunque potuto fare niente.
  10. Che cos’è quel nell’espressione “quel ciuffo” (riga 13)?
    1.   Aggettivo dimostrativo.
    2.   Pronome dimostrativo.
    3.   Pronome possessivo.
    4.   Aggettivo possessivo.
  11. Perché i fratelli dicono al gigante che sta bene con i capelli corti?
    1.   Per fargli un complimento.
    2.   Per guadagnare il suo affetto.
    3.   Per tenerlo sottomesso.
    4.   Per umiliarlo.
  12. Che cosa significa l’espressione “vino di fontana” (riga 18)?
    1.   Acqua e vino.
    2.   Vino fatto in casa.
    3.   Acqua naturale.
    4.   Vino pregiato.
  13. Qual è il significato dell’espressione “tener d’occhio” (righe 26-27)?
    1.   Custodire attentamente.
    2.   Aguzzare lo sguardo.
    3.   Controllare regolarmente.
    4.   Tenere gli occhi aperti e fissi.
  14. Quando i tre fratelli “si strizzavano l’occhio” a che cosa stavano pensando (riga 14)?
    1.   Fare ubriacare il gigante.
    2.   Accorciare i capelli al gigante.
    3.   Andare all’osteria.
    4.   Divertirsi al mercato.
  15. Perché i fratelli mostrano tante attenzioni verso il gigante malato (righe 19-25)?
    1.   Desiderano conservare l’affetto del gigante.
    2.   Temono di perdere chi fa il lavoro al loro posto.
    3.   Hanno paura di perdere la compagnia del gigante.
    4.   Sono addolorati per la malattia del gigante.