LE NOSTRE CONCLUSIONI

 

 

 

 

 

 

 

 

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Prima di sviluppare questo progetto noi non conoscevamo la situazione dei paesi sottosviluppati e solo qualcuno di noi credeva che per aiutare il terzo mondo bastasse mandare aiuti in soldi o vestiario. Sicuramente nessuno di noi sapeva cosa era la globalizzazione, né tantomeno conosceva i suoi gravi effetti sulla popolazioni del terzo e quarto mondo.
Alla fine del percorso siamo divenuti più consapevoli che tale situazione non è dovuta solo a chi ha in mano il potere. Certo i “cosiddetti grandi” possono e debbono impegnarsi nei confronti del Sud del mondo:
-         per una più equa distribuzione della ricchezza
-         per la diffusone delle scuole, degli ospedali, dei servizi sociali
-         per la cancellazione del debito
-         per un maggior rispetto dei lavoratori e dell’ambiente

Ma anche noi, nel nostro piccolo, possiamo:
-         fare attenzione a non sprecare le risorse che abbiamo  (ogni persona in Italia consuma 60 litri di acqua potabile al giorno contro i 2 litri di ogni abitante dell’Africa)
-         fare acquisti giusti cioè comprare prodotti, che sono stati realizzati rispettando i diritti dei lavoratori, nelle Botteghe del terzo mondo
-         sostenere economicamente da lontano una persona o una famiglia (adozioni a distanza)
-         fare pubblicità ai prodotti del commercio equo e solidale perché si ha la certezza che il ricavato della vendita  dei prodotti non va a beneficio delle Multinazionali, ma viene suddiviso equamente tra il negoziante e la mano d’opera locale.

E poi?….

 Tocca a noi il compito di continuare su questa strada per VIVERE TUTTI meglio, perché, come dice la vignetta qui sotto…….