Nel 1926 gli sforzi del governo si concentrarono sul problema della perdita di valore della lira, che si era ridotto a circa il 20% rispetto al periodo anteguerra. Mussolini lanciò la parola d'ordine del raggiungimento della Quota Novanta, ovvero 90 lire per ogni sterlina. L'obiettivo della rivalutazione e della stabilizzazione della lira fu ottenuto con una politica deflazionistica mirante a restringere il credito. Anche a causa dei tempi molto rapidi in cui si svolse la manovra economica, la penuria di denaro circolante determinò un calo della produzione sia agricola che industriale e un abbassamento dei salari.

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