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Secondo periodo: industrializzazione ed urbanizzazione
La politica di snazionalizzazione, come scrive anche Mussolini, non funziona però del
tutto ed è per questo che si programma la creazione della zona industriale di Bolzano,
una scelta precisa adottata per favorire l'afflusso di elementi di lingua italiana.
La zona industriale nasce sulla base di un programma moderno. In precedenza erano state
create una serie di centrali elettriche: quelle di Senales, di Tell, di Marlengo, di
Bressanone e altre; successivamente la Società Idroelettrica dell'Isarco costruì la grande centrale di Cardano.
La zona industriale nasce a partire dal 1935 e per solennizzare questa scelta politica
Mussolini riunisce a Bolzano nel 1935 il Consiglio dei Ministri. L'intervento, dal punto
di vista del metodo, non riguarda solo la città di Bolzano perché zone analoghe sono
progettate anche a Ferrara, a Massa, a Carrara, ecc.; fa parte cioè di una politica di
industrializzazione che il fascismo persegue in molte città italiane e che a Bolzano si
carica di un aspetto di italianizzazione.
Tuttavia, nemmeno la politica dell'immigrazione attuata in seguito alla costruzione della
zona industriale funziona, perché nel frattempo il nazismo è salito al potere e in Alto
Adige tutta una serie di elementi inducono il gruppo di lingua tedesca a resistere
conservando la propria cultura conservatrice.
Il gruppo italiano, al contrario, nonostante sia cresciuto in seguito anche alla
modernizzazione della provincia non riesce ad esprimere quasi nulla come classe dirigente
amministrativa; i podestà, ad esempio, vengono sempre da fuori e sono nominati dall'alto.
Un ulteriore intervento attuato dal fascismo riguarda l'urbanizzazione
soprattutto di Bolzano.
I primi interventi furono gli edifici di viale Venezia costruiti in stile veneziano;
seguirono quindi le case INCIS di via Dante. La prima grande opera, simbolo di rottura, fu
il monumento della Vittoria voluto da Mussolini in persona.
Altri interventi edilizi riguardavano il palazzo dell'ex Gil, nei pressi di ponte Druso, i
palazzi di corso Italia, di via Roma, il palazzo del Tribunale e degli Uffici finanziari,
il lido, lo stadio comunale e molti altri. Nella città vecchia viene mozzata la torre del
Museo civico, azione che simboleggia la supremazia italiana nei confronti dei Tedeschi.
In seguito alla creazione della zona industriale viene introdotta l'edilizia delle
semirurali; questo progetto aveva lo scopo di far si che gli operai che venivano dalla
campagna veneta non risentissero troppo di questi salto così brusco, dando loro la
possibilità di avere una casa con un piccolo orto adiacente.
Un altro grande intervento del fascismo è quello sul turismo con la
creazione dell'ippodromo di Merano e delle prime funivie in Val Gardena.
Il fascismo inaugura inoltre la stagione del turismo di massa lanciando gli sport
invernali ed esaltando le gesta dei campioni altoatesini.
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