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Nel 1928 venne riformata la legge elettorale, per cui le elezioni da
quel momento si sarebbero svolte su una lista unica da approvare o meno in blocco.
Il Gran Consiglio del Fascismo doveva scegliere, all'interno di una lista di nomi proposti
dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, quattrocento candidati per
formare la lista unica nazionale da sottoporre agli elettori, i quali potevano solo
esprimersi con un si o un no. Il Partito fascista affermava i tal modo il suo pieno
controllo politico. La dittatura gią in vigore di fatto era ormai formalmente sancita. Le
elezioni che si svolsero nel marzo del 1929 furono un plebiscito. Una valanga di si (pił
del 98%) travolse i rari no in una votazione in cui la segretezza del voto non era
prevista.
Schema principale
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