|
| |
L'acqua come fonte di ispirazione di poeti
italiani e stranieri
L'acqua, per le sue caratteristiche e proprietà tipiche, è sempre
stata oggetto di ispirazione per i poeti di ogni nazionalità. Questi letterati, prima di
scrivere le loro opere, sono stati colpiti forse dal fatto che l'acqua è una di quelle
poche "cose" ancora in grado di ispirare purezza e avente la funzione di
rievocare alla mente lontani ricordi, lieti o tristi; essa inoltre è uno degli strumenti
più potenti della natura in grado di uccidere e distruggere, ma senza la quale la vita
non sarebbe possibile.
Le funzioni assegnate all'acqua dai poeti si dividono principalmente in due categorie:
quelle positive, tra cui la purificazione e la rievocazione di circostanze liete; e quelle
negative come l'essere causa di morte e distruzione.
Tra i poeti che esaltano le qualità positive dell'acqua i più importanti sono
sicuramente Petrarca e Ungaretti tra gli Italiani, Goethe tra i Tedeschi e E. Thomas tra
quelli Inglesi.
Il Petrarca, uno dei più antichi e grandi poeti della letteratura italiana, nella poesia
"Chiare fresche e dolci acque" descrive come la vista di questa sostanza
rievochi in lui l'immagine della ragazza amata e susciti emozioni ormai passate.
Lo stesso tema viene ripreso 600 anni dopo da Ungaretti che, nella poesia "I
Fiumi", racconta come un bagno ristoratore compiuto nell'Isonzo durante la Grande
Guerra abbia la capacità di fargli ritornare alla mente i ricordi dell'infanzia anch'essi
legati a tre importanti fiumi. Il poeta narra infatti di essersi "disteso in un'urna
d'acqua" e di aver riposato "come una reliquia" mentre si lasciava
"levigare" dalla corrente dell'Isonzo. Successivamente questa sua azione gli fa
tornare alla mente i fiumi che a lui sono più cari: il Serchio a cui i suoi genitori
hanno attinto l'acqua, il Nilo che l'ha visto nascere e crescere e la Senna sulle cui rive
è maturato.
Il terzo grande scrittore che ha tratto ispirazione dall'acqua è stato Goethe, il più
importante poeta della letteratura tedesca, il quale, nella poesia "Gesang
der Geister über den Wassern", mette a confronto i moti tumultuosi dell'acqua
con quelli dell'anima, mostrando come quest'ultima provenga dal cielo ("vom Himmel
kommt es") e si comporti nelle prime fasi della vita come un torrente e una cascata
diventando con il passare del tempo sempre più quieta venendo paragonata ad un tranquillo
lago montano ("glatten See") e raggiunga lentamente la fine del proprio viaggio
ritornando in cielo.
Un altro poeta che ha tratto ispirazione dall'acqua sotto forma di pioggia è, per quanto
riguarda la letteratura inglese, Edward Thomas. Nella poesia "Rain", anch'essa
ambientata come "I Fiumi" al centro di un campo di battaglia in un momento di
tregua, l'autore osserva come la pioggia, cadendo sul terreno e sui cadaveri, ripulisca
l'ambiente e lo purifichi da tutto il male disseminato su di esso. La pioggia inoltre
agisce sull'anima del poeta lavandola e liberandola dal male ("wasching me
cleaner").
Altri poeti, a differenza di quelli citati, hanno deciso di esaltare le doti dell'acqua
nei suoi aspetti negativi mostrando come essa sia portatrice di distruzione di morte o di
gravi punizioni.
Uno tra i più illustri poeti appartenente a questo gruppo è Dante, il quale, nella
"Divina Commedia" (canto VI), infligge ai golosi la punizione di rimanere in
eterno sotto una pioggia "etterna, maladetta, fredda e greve" mescolata a
grandine e neve che provoca in loro enorme dolore ("Urlar li fa la pioggia come
cani
"). In quest'opera però, date le dimensioni, i significati dati all'acqua
sono molteplici; essa ad esempio ha la funzione di separare il regno dei vivi da quello
dei morti (il fiume Acheronte attraverso il quale naviga Caronte) e da fungere da via che
le anime devono percorrere per raggiungere l'Aldilà.
Per quanto riguarda invece la letteratura inglese, il poeta che meglio mette in evidenza
la forza della natura che si manifesta nell'acqua è Samuel Coleridge. Nell'opera
"The Rime of the Ancient Mariner", l'autore descrive la reazione della natura
nei confronti dell'uccisione di un albatros da parte dell'equipaggio di una nave dispersa
nell'oceano: in seguito ad una violenta tempesta la nave viene per questo affondata e
tutti i marinai uccisi; solamente uno ne sopravvive perché deve raccontare la propria
esperienza e ricordare ai naviganti futuri di rispettare il mare affinché questo faccia
lo stesso con loro (.).
Un altro autore che sottolineala forza distruttrice dell'acqua è T. S. Eliot, il quale,
nell'ode "The Waste Land", narra la morte per
annegamento di Phelbas descrivendo come il suo cadavere venga trasportato dalla corrente
verso il basso fino a raggiungere il fondo del mare ("A current under sea picked his
bones in whispers
").
Osservando i periodi storici in cui tutti questi scrittori sono vissuti si può facilmente
notare che da sempre l'acqua è stata una fonte di ispirazione per i poeti che hanno
ammirato le sue qualità e la sua purezza; se queste doti in futuro verranno a mancare a
causa dell'inquinamento potrà essere l'acqua ancora fonte di ispirazione per qualcuno?
|