GIOVANI VERGA:
(1840-1922)
Nel suo primo periodo lo opere hanno un grande influsso romantico e patriottico (Amore e
patria, I carbonari della montagna, Sulle lagune) riconducibile a Foscolo nelle Ultime
lettere di Jacopo Ortis. Gli schemi dei racconti risultano ancora un po elementari
come ad esempio la contrapposizione buoni-cattivi. Il tema patriottico è rinvigorito
dalle recenti imprese dei Mille in Sicilia. I critici ritengono, questa, la fase
dellapprendistato catanese, dove è riconoscibile una maturazione graduale di Verga.
Nell'ultima fase si possono individuare i temi che poi verranno meglio affrontati
nel periodo verista come: il tema dellorfano e dellescluso (in Storia di una
capinera ripreso poi in Nedda, Rosso Malpelo e nei Malavoglia), economico ed egoista (in
Storia di una capinera ripreso poi nel La roba). Verga,
trasferitosi a Milano, aderisce ad un gruppetto di scrittori e critici per creare il
romanzo moderno anche in Italia, prendendo come spunto dalle lezioni
naturalistiche di Zola. In questo periodo Verga aderisce al Verismo, attraverso
unimpostazione filosofica di tipo positivista, materialista e determinista. Dal
punto di vista letterario si presenta un anti-romanticismo, con una negazione
allidealismo caro ai romantici. Dal punto di vista stilistico Verga utilizza
limpersonalità, togliendo la soggettività del narratore esterno, sostituendolo con
uno che dia un punto di vista interno alla storia. Ciò comporta quindi lutilizzo
del dialetto per rappresentare meglio le classi povere. Dopo questa maturazione i critici
ritengono che Verga sia arrivato allapice della sua carriera di scrittore con la
pubblicazione del ciclo dei Vinti.