ECONOMIA:

Mentre la Rivoluzione industriale nel suo primo manifestarsi si era distinta per il moltiplicarsi delle unità produttive, prevalentemente con pochi lavoratori, ora si caratterizza per la tendenza alla crescita delle dimensioni delle aziende e della loro incidenza sul mercato dovuto alla libera concorrenza ed alle innovazioni tecnologiche, bisognose di grandi investimenti per applicarle all’industria. L’affermazione e la concentrazione di queste grandi imprese provocarono l’introduzione di nuove forme quali il cartello, il trust, holding; facendo sovente cedere la situazione di libera concorrenza e lasciando il posto al dominio degli oligopoli e dei monopoli. Altro aspetto da tener conto è il progressivo prevalere del capitalismo finanziario rispetto a quello industriale, con l’intrecciarsi di interessi tra le banche e le industrie, con passaggi di pacchetti azionari fra le due. Tutto ciò affermando sempre più al centro del sistema economico la borsa.
Le mutazioni all’interno della fabbrica non furono solo dovute alle innovazioni tecniche, ma anche grazie allo studio sistematico di una resa produttiva sempre maggiore. La stessa fabbrica perse la concezione di “luogo di produzione” assumendo quello di “macchina di produzione” in quanto caratterizzata dalla divisione del lavoro, dalla catena di montaggio. Tutte queste trasformazioni ebbero un effetto sulla società e sul modo di pensare (Marx, Il Capitale).