Home Obiettivi del lavoro L'insegnante Donna e regime Riforma Gentile Influenze politiche Metodo educativo Festività Alto Adige Interviste Conclusione

 

 

Katakombenschule ]

Situazione in Alto Adige

Nel 1919 nelle scuole del Sudtirolo dopo l’annessione gli insegnanti non nati tra il Brennero e Salorno vengono considerati impiegati austriaci e perciò vengono licenziati.

Nel 1921 vengono istituite le seguenti scuole in lingua italiana:

asili infantili a Bolzano, Merano, Laghetti di Egna e Vadena;
scuole elementari a Bolzano, Salorno, Laghetti di Egna, Cortina all’Adige, Magrè, Merano, Lana, Postal, Gargazzone, Bressanone, Vipiteno, Gossensaas, Fortezza e Brunico;
scuole medie a Bolzano e Merano.

Nel 1921-22 ci sono in Alto Adige 42 insegnanti italiani e 1045 alunni in lingua italiana. Vengono inoltre attivati corsi di italiano nel doposcuola di scuole tedesche e nei corsi serali delle scuole superiori.

In seguito alla italianizzazione delle scuole della Bassa Atesina, molte famiglie sono costrette a mandare i propri figli nelle scuole italiane. Vengono così chiuse 49 scuole.

Nel 1922 nel Regno d’Italia il fascismo sale al potere. Il 2 ottobre dello stesso anno i fascisti occupano la nuova scuola di lingua tedesca "Elisabethschule" (attuale Dante Alighieri) e il Municipio di Bolzano, destituendo il sindaco J. Perathoner e imponendo un Podestà.

Nel 1923 nel Regno d’Italia viene varata la Riforma Gentile, che coinvolge tutti i gradi delle scuole:

introduzione grado preparatorio (durata 3 anni) affidato ai Comuni e agli enti privati;
estensione obbligo scolastico fino a 14 anni;
ginnasio e suddivisione delle scuole superiori in scuole tecniche e licei;
nascita dell’Istituto Magistrale per poter insegnare nelle scuole elementari;
insegnamento della religione cattolica nelle scuole;
istituzione di scuole speciali per ciechi e sordi;
nuovi programmi per la scuola elementare elaborati da Giuseppe Lombardo Radice.

Con la legge Gentile nel 1923-24 vengono abolite tutte le scuole in lingua tedesca, ha così inizio il "progetto di italianizzazione dell’Alto Adige" ad opera di Mussolini, Tolomei e del fascismo. Inoltre nell’agosto del 1924 a Bolzano viene chiuso l’Istituto Superiore, che forma i docenti di lingua tedesca.

Nel 1925 in Alto Adige, dato il Regio decreto nr. 2191, vengono abolite le ore integrative di tedesco e la scuola è solo in italiano.

Dal 1923 al 1943 nascono le "Katakombenschulen", ovvero corsi privati di tedesco istituiti clandestinamente nelle parrocchie o nelle case di montagna gestite da insegnanti laici o religiosi e rivolte agli studenti di lingua tedesca. Gli insegnanti di queste scuole clandestine sono stati duramente perseguitati dal regime fascista, inviati al confine, incarcerati e considerati dissidenti politici. Risultato delle Katakombenschulen è quello di affermare il diritto di tutti i popoli ad esprimersi nella propria lingua.

Il 7 gennaio del 1929 con decreto viene introdotto il libro di testo unico di stato in tutte le scuole pubbliche e private.

Nel 1940-41 hanno inizio corsi di tedesco solo per bambini di lingua tedesca, che sarebbero emigrati in Germania. Le lezioni devono riguardare solo la lingua tedesca, tutte le altre discipline in tedesco sono vietate.

 

"I provvedimenti presi dal regime per l’Alto Adige erano diversi rispetto a quelli previsti per tutto il resto d’Italia?"

 

"Come ha vissuto lei l’italianizzazione, anche scolastica, del Sudtirolo?"

 

"Non saprei fare un confronto. Qui in Alto Adige a livello di convivenza la situazione era molto grave. Ricordo che mia madre mi raccontava che in un negozio, dopo il 18 settembre,c’è stato un periodo dove non vendevano la merce agli italiani, non salutavano nemmeno più… C’è stato un momento di grossa tensione."

Intervista alla Signora Ersilia Lo Presti

 

"Non saprei neanche dirti,perché non si conosceva neanche. Noi come trentini l’obbligo era fino a 14 anni, ma nel Veneto quando i bambini arrivavano in terza elementare non andavano più a scuola."

"Io l’italianizzazione l’ ho vissuta bene, ci tenevamo noi. Eravamo già italiani allora. Bene proprio."

Intervista alla Signora Assunta Nicolodi