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Il rapporto con il potere

IL RUOLO DELL'INSEGNANTE

Analizzando alcuni documenti relativi al rapporto dell’insegnante con il potere, abbiamo trovato particolarmente interessante la situazione del Trentino Alto Adige.

Il Regio Provvedimento di Trento stabilisce come deve essere l’abbigliamento delle maestre durante le lezioni. Infatti in una circolare il Regio Provveditore agli studi Molina del ’29 marzo 1928 dice:

 

"…Desidero che tutte le maestre si presentino in classe vestite in modo corrispondente alla serietà e alla dignità della scuola."

In un’altra circolare il direttore didattico di Bolzano dell’8 aprile 1928 dice:

 

"…si dispone quindi, e si ordina, che tutte le Sig. Maestre di questo Circolo, entro il 20/c/m/, indossino in classe un grembiulino nero di "saten", senza scollatura, con maniche lunghe che arrivi dai 15 ai 20 cm sotto il ginocchio."

Archivio Storico Scuola Elementare "Dante Alighieri"-Fondo Ispettore Dal Piaz-Museo della Scuola-Schulmuseum della Città di Bolzano.

 

14 novembre 1935

"Oggi c’è stata la prima conferenza didattica a Meltina…il Signor direttore ci parlò e ci diede le relative istruzioni per la scuola; ci parlò dei programmi e di ciò che interessava tutti e spiegò anche ciò che or l’uno or l’altro domandava. Io pure avevo una serie di dubbi che lui mi chiarì con la sua grande pazienza. Raccomandò di badare alla pulizia e di insistere sulla puntualità."

Dalla cronaca e dalle osservazioni di un’insegnante sulla vita della scuola è emerso che il regime fascista prevede che gli insegnanti devono commemorare con gli alunni l’importanza di alcune date storiche che hanno reso possibile l’ascesa della dittatura.

5 dicembre 1935

"…Ho fatto la commemorazione dei Balilla che s’è chiusa con il saluto alla bandiera. A forza di parlare dell’O.N.B. ci sono alunni iscritti. Vedo che c’è molta indifferenza e prevedo di avere pochi iscritti anche con la buona volontà di farne molti."

7 gennaio 1935

"Ho fatto la commemorazione della festa di domani. Ho parlato della Regina, della sua giovinezza, della sua grande bontà e carità e amore ai bimbi, alla fine si cantarono gli inni patriottici e prima di partire si fece il saluto alla bandiera."

Museo della Scuola-Schulmuseum Scuola Elementare di Valas (S.Genesio)A.scol.1935/36

 

Una circolare del 19 dicembre 1925 prevede che i Presidi delle Scuole medie e gli ispettori scolastici della Regione devono attenersi alle seguenti prescrizioni:

-informare gli scolari che il saluto romano da loro, deve essere fatto non solo nella scuola, ma anche fuori quando incontrano un loro superiore;

-nel fare il saluto, il braccio deve essere portato all’altezza della spalla e se il capo è coperto non è da levarsi il copricapo;

-le S.S.L.L devono esigere che gli insegnanti di religione della scuola salutino pure romanamente.

Circolare del p. il Regio Provveditore Rocca

 

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Foto ricordo con alunni in divisa

 

La dittatura fascista  decreta l’espulsione degli insegnanti di lingua tedesca che non aderiscono alle disposizioni del partito fascista.

Con la circolare del primo aprile 1928 il Regio Ispettorato scolastico di Bolzano trasmette l’elenco dei maestri alloglotti dispensati dal servizio e rimasti entro il Circolo didattico.

Un decreto impone ai professori universitari un giuramento di fedeltà al regime. Venti insegnanti, tra cui Vito Volterra, rifiutano di pronunciarlo e vengono dichiarati decaduti.

Questo esempio è rappresentativo di tanti altri ed evidenzia come il regime impone agli insegnanti l’adesione completa all’ideologia fascista. Coloro che si rifiutano, come Vito Volterra, vengono dispensati dal servizio.

Alla luce di questi decreti ed esempi si può comprendere chiaramente come l’insegnamento è fortemente condizionato dal regime.