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Politica e insegnanti Prima dellavvento del fascismo una percentuale elevata di maestri è già iscritta ad un partito. Per le maestre le cose stanno diversamente, il livello del loro coinvolgimento riflette la condizione obiettiva di escluse dal voto. Il coinvolgimento nella vita politica, anche da parte dei maestri, è in gran parte influenzata da situazioni ed esperienze di vita diverse. Infatti ladesione al fascismo si può considerare un fenomeno di facciata. Il regime non riesce a far penetrare la propria ideologia nella maggioranza degli insegnanti, neppure nella maggioranza di quelli che pure si sono formati alla "sua" scuola. Tra gli insegnanti più anziani, che sono "socializzati" quando è ancora in piedi lassetto istituzionale liberale, e quelli più giovani, che sono educati nella scuola fascistizzata, vi sono notevoli differenze, sia per quanto concerne il livello dellinteresse per la politica, sia sul piano delle opzioni politico- ideologiche. La percentuale più bassa di adesione si registra tra gli individui nati prima del 1900. Il consolidarsi del regime e la formazione degli insegnanti nella scuola fascista hanno dato i loro frutti: tra i maestri trentenni nel 1931-34 si registra il massimo di adesione e il minimo di critica nei confronti del fascismo. I poli dellorientamento politico delle maestre e dei maestri sono quasi sempre gli stessi dei loro genitori. Il potenziale di influenza dei genitori è notevole quando essi condividono le stesse concezioni politiche e quando queste vengono comunicate ai figli.
Mestranze della manifattura, Zucchi di Casorezzo nel 1925. "Atlante della storia sul fascismo" pag 110
LATTEGGIAMENTO DEGLI INSEGNANTI ASSUNTO DURANTE IL FASCISMO Ladesione piena e senza riserve non è frequente, lopposizione totale e decisa neppure. Il "modus vivendi" con il regime al quale comunque si deve pervenire, daltra parte, non è affatto privo di segni di sincero apprezzamento. Circa un terzo degli insegnanti (poco più i maestri, poco meno le maestre) danno al fascismo unadesione "con riserva". Le maestre si distinguono dai loro colleghi per essere state un po più indifferenti (29% contro 25%) e un po meno critiche. Considerando linteresse per la politica, troviamo che quando il suo livello è alto risultano più marcate le posizioni decise(piena adesione totale dissenso);quando è basso o inesistente sono invece molto più numerose sia le adesioni con riserva che le posizioni abbastanza critiche.
IMPOSIZIONI DEL REGIME:
"Manifesto elettorale", Camicia nera esorta a votare per i candidati della Lista nazionale in cui sono confluiti nazionalisti e fascisti, "Storia illustrata del fascismo", Giunti, pag 31
Liscrizione al PNF degli impiegati pubblici è resa obbligatoria mediante una serie di decreti del 1932 e del 1933. Uno dei requisiti indispensabili per concorrere alla pubblica amministrazione è liscrizione al partito fascista e la tessera, resa obbligatoria, è indispensabile per chi voglia accedere ad un lavoro di qualche rilievo. Entro il 1930 hanno già provveduto a farlo molti più maestri (il 38%) che maestre (il 20,7%). Non si sa se il maggiore zelo dei primi segnali un interesse maggiore per il fascismo, oppure una maggiore sensibilità alle pressioni delle autorità. Sta di fatto che le maestre si avvicinano al partito in misura inferiore. E anche da queste informazioni è possibile scorgere le tradizionali modalità di genere della partecipazione politica: gli uomini coinvolti, attivi, le donne in seconda fila.
LE RAGIONI DELL'ADESIONE AL FASCISMO :
"Denuncia dei crimini", Rivista socialista che illustra le gesta dei fascisti nel 1922, "Storia illustrata del fascismo", Giunti, pag 31 |