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Lavinia Conciatore Quando è nata?Nel 1924. A che età ha iniziato a studiare? Ho iniziato a studiare a 6 anni. Quanti anni di scuola erano obbligatori? Erano obbligatori 3 anni dopo le elementari credo, non sono sicura Potevano accedere tutti alla scuola? Lelementari erano obbligatorie per tutti. Era obbligatorio indossare una divisa?Ce la può descrivere? Gli alunni portavano un grembiule nero, sia alle elementari sia alle superiori. Anche gli insegnanti indossavano un grembiule nero. Ci può descrivere una sua giornata scolastica tipo(dal saluto al Duce,alle lezioni,alle preghiere,pause,ecc ) ? Non mi ricordo una giornata scolastica tipo, ricordo solo che alla scuola elementare era diversa dal ginnasio. Forte era limpostazione fascista cominciando dai libri. Alle elementari avevo uninsegnante dai sentimenti molto fascisti. Ci diceva "Giovanni Berta" e noi dovevamo dire "presente"; lui era un martire fascista, ucciso dai comunisti poco prima del 22. Anche la classe era intitolata Giovanni Berta; al ginnasio niente di tutto questo. Alle elementari ho sentito dire che cerano insegnanti fanatici; ad esempio uno che faceva dire il Padre Nostro in una sua versione: "Padre Nostro proteggi lItalia, maledici gli inglesi", una cosa del genere, so che era preso in giro un po dagli altri insegnanti , non era stimato. Al ginnasio liceo non cera questo. Alle elementari cera più limpostazione anche nei libri, perché erano fatti in modo che anche un insegnante non fascista dovesse dire la sua, perché tutti i libri erano impregnati di questa cultura. Al ginnasio cerano le varie materie, solo la storia e la filosofia potevano offrire occasione per parlare di argomenti politici; però la storia se leggiamo i libri si vede che aveva unimpostazione fascista dopo la prima guerra mondiale, ma col programma non si arrivava mai lì, a quel periodo. La filosofia si chiamava filosofia come elementi di diritto ed economia politica; fra i libri di filosofia cera anche un libro di economia corporativa, di impostazione fascista, perché le corporazioni erano un elemento importante del Governo fascista. La Camera dei Deputati si chiamava Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Questa materia lavremmo fatta due o tre volte nel secondo anno, poi dipendeva dallinsegnante. Nella filosofia era anche compresa la dottrina del fascismo, avevamo anche un libro scritto da Mussolini. Faceva parte di una classe mista o prevalentemente femminile? Nella I ginnasio cerano due sezioni, una femminile e una maschile. Nella mia classe cera un maschio perché era il fratello di una ragazza e avevano bisogno di avere i libri in comune. Poi ci sono stati dei bocciati per cui sono venute a formarsi delle classi miste in quanto eravamo in pochi a Bressanone (classi da 10- 12- 15 alunni). Che ruolo avevano religione, educazione fisica e attività pratiche nella sua educazione? Leducazione fisica era molto importante, solo i professori di educazione fisica erano dichiaratamente fascisti, erano sempre in divisa ed erano dirigenti di movimenti giovanili che allora si chiamavano: "Opera Nazionale Balilla (ONB)" che poi si è chiamato invece "Gioventù italiana del Littorio". Le ragazze per leducazione fisica facevano una scuola speciale a Orvieto, i ragazzi non mi ricordo dove. Alcuni alunni venivano anche bocciati in educazione fisica; a Bressanone non è mai successo, ma so che da altre parti sì. Per quanto riguarda la religione, possiamo dire che aveva lo stesso ruolo di adesso. Nei libri alle elementari era la materia al primo posto, faceva media anche se non le attribuivamo particolare importanza. Cera una mescolanza tra religione e politica. Infatti nelle preghiere si diceva "proteggi lItalia, il Duce " Per quanto riguarda le attività pratiche cerano quelle del sabato fascista che erano dedicate ad attività sportive, lavori manuali, lezioni di impostazione fascista Solo in Alto Adige cerano i campeggi, ad esempio a fine estate sono andata due volte al campeggio di Brunico, cera un edificio con scomparti, in cui si dormiva in camerate. Anche qui si studiava la cultura fascista, che per noi era molto noiosa. Si facevano anche esercizi ginnici. Qual era il rapporto insegnante-alunno? Era un rapporto molto freddo e non cera nessun tipo di confidenza tra alunni e professori. Erano previste punizioni per chi si comportava male? Se sì,quali? Cerano sospensioni, anche se da noi erano molto rare. A Bressanone cerano le scuole tedesche e con i ragazzi tedeschi avevamo un buon rapporto. Mi è successo di assistere ad una punizione gravissima, un compagno ha detto ad una mia amica una frase terribile. La mia compagna mi ha riferito la frase, così diceva: "LAlto Adige è una terra tedesca e gli italiani sono degli usurpatori." Questa frase tramite me e mia sorella, che eravamo amiche di famiglia del preside, è arrivata alle sue orecchie, il quale ha espulso il ragazzo dalla scuola. Questa è stata lunica punizione grave e discriminante nei confronti dei ragazzi di lingua tedesca. Tra voi bambini, in caso di castighi, scattava il meccanismo della solidarietà? A noi dispiaceva tantissimo, eravamo solidali. Mi è dispiaciuto anche che con gli alunni di lingua tedesca non si poteva parlare quella lingua. Le maestre dicevano: "Qua siamo in Italia e bisogna parlare italiano." Alle superiori ci dava fastidio sentire parlare tedesco, ma per solidarietà non avremmo mai denunciato il fatto. Quali stati danimo provavate voi bambini nei confronti dellinsegnante? Ci sembrava una cosa normale, non ci siamo mai posti il problema che ci potesse essere una contestazione o unoccupazione della scuola, come fate voi, a quei tempi non ci si pensava nemmeno. Cerano però degli insegnanti severi, che avevano antipatia per certi alunni. Che idea si era fatta del Duce in base a quello che si diceva a scuola ed in famiglia? Eravamo entusiasti delle organizzazioni giovanili. Era obbligatorio iscriversi e avere la tessera Balilla. Noi eravamo fascistissime da piccole. Mio padre era fascista, era anche impegnato attivamente. Quando ci sono state le leggi razziali abbiamo iniziato a capire la tragedia di quello che stava succedendo e con la guerra siamo diventate sempre più contro il regime. Durante le lezioni voi bambini potevate partecipare attivamente o eravate costretti ad una presenza passiva? Partecipavamo attivamente, io ero molto diligente, partecipavo moltissimo, mi piaceva andare a scuola. Quando cerano le vacanze ero triste. Dipendeva dagli insegnanti, da chi era più severo. Alle elementari non ricordo nessuna difficoltà, al ginnasio si faceva più chiasso. Prestavamo poca attenzione al povero insegnante di religione, poverino, era una persona tanto brava e buona Era difficile per voi bambini rispettare le rigide norme di disciplina che vi venivano imposte dagli insegnanti? Non ho trovato mai questa grande rigidità, bisognava stare molto attenti però non pensavamo neanche di fare diversamente. Nelle manifestazioni pubbliche (vedi il sabato fascista), che ruolo specifico avevate voi bambini? Le manifestazioni pubbliche erano sempre per le feste fasciste. Noi avevamo la divisa delle piccole italiane fino a 14 anni, delle giovani italiane e giovani fasciste fino ai 18. Ci piaceva la divisa. I ragazzi erano Balilla fino a 14 anni, poi avanguardisti e infine giovani fascisti. Voi bambini vi rendevate conto della realtà storica che stavate vivendo e potevate confrontarvi con i vostri insegnanti sui grandi temi di attualità? Noi eravamo tutti entusiasti del Duce, convinti che volesse il bene della patria, che volesse far diventare lItalia sempre più grande. Non pensavamo che questo fosse a scapito delle altre patrie. Solo con le leggi razziali, come vi ho detto, abbiamo capito. Nei "discorsi da bambini" entrava a far parte, in un certo qual modo, anche la politica (discriminazioni in base alle posizioni politiche dei genitori o cose di questo tipo)? Da bambina no, da più grandicella al liceo cera una certa fronda, specialmente negli ultimi anni di liceo, quando è cominciata la guerra. Il professore di educazione fisica, che si vedeva che era fascista, veniva preso in giro proprio per questo suo atteggiamento. Vi è capitato di perdere un vostro insegnante a causa delle sue opinioni politiche?Leventuale licenziamento veniva in qualche modo strumentalizzato? No, questo da noi non è mai successo. Quale materiale dovevate portare sempre con voi a scuola? Quello che portate voi, quaderni, libri. Alle elementari cera un testo unico della Libreria dello Stato. Al liceo, però, non tutti i testi erano uguali. Quali erano le sue materie di studio preferite e perché? Italiano, Lettere Ho poi studiato lettere e mi sono anche laureata. Io ho insegnato italiano a causa della mancanza del personale docente e sempre per questo problema ho avuto insegnanti donne di italiano. Dopo la Riforma Gentile le donne potevano insegnare fino alla V Ginnasio tutte le materie, eccetto religione; mentre al Liceo insegnavano solo matematica e scienze. Cera un insegnante con cui lei riusciva ad aprirsi di più? Io ero chiusa e gli insegnanti non invitavano ad aprirsi. La vostra vita extrascolastica aveva delle conseguenze sulle valutazioni scolastiche (per esempio per quelle discipline come comportamento civile e morale, cultura fascista, )? No, quello no. Forse aveva uninfluenza indiretta il sabato fascista. Linfluenza sulla scuola era che il lunedì non si poteva interrogare, perché sabato bisognava frequentare il sabato fascista, però si poteva fare un tema in classe.. Quella libertà che a scuola vi toglievano, la cercavate in altri ambiti, come per esempio loratorio o i gruppi sportivi? Oratorio non proprio, ma cerano alcune manifestazioni nelle parrocchie; cera lazione cattolica a cui io ero iscritta. Vi venivano assegnati parecchi compiti da fare a casa? Si, tanti. Disponevate a sufficienza di tempo libero? Ce ne era poco di tempo libero, io ero molto studiosa. Quando avevo tempo andavo al cinema, a fare gite in montagna o a sciare. Alcuni film che guardavo erano di impostazione fascista, altri americani, mi ricordo di un film che abbiamo visto con la scuola alle elementari che si intitolava: "Camicia Nera". Come vi dovevate rivolgere allinsegnante e quale atteggiamento dovevate tenere al suo cospetto? Con rispetto certamente. Ad un certo momento è stato introdotto il Voi e ci si rivolgeva agli insegnanti con il Voi. Quando si incontrava un insegnante si faceva il saluto fascista, non so se era obbligatorio, ma per noi era normale. La vostra scuola possedeva una biblioteca? Se sì, le letture erano controllate o libere? Avevamo una piccola biblioteca al ginnasio, ma le letture non erano controllate. Non era tanto facile cercare i libri, perché questa biblioteca era in sala professori e vi si poteva accedere solo quando era libera. Lapprendimento richiesto era essenzialmente di tipo nozionistico -mnemonico oppure no? Di tipo nozionistico. Rispetto ai compagni maschi voi bambine vi sentivate o venivate trattate in modo da sentirvi "diverse", inferiori, discriminate ? Non ce ne accorgevamo. Per esempio noi portavamo il grembiule nero, mentre i ragazzi no, non ci sembrava strano o diverso. Linsegnante vi trattava in modo diverso rispetto ai bambini? Vi erano richieste competenze o atteggiamenti diversi rispetto a quelli maschili? No, questo no, anche perché alle elementari le classi erano separate. Cera una separazione dei sessi. So che anche a Bolzano le classi erano cosi. I compiti però erano diversi. Dal 38 al liceo è stata introdotta la cultura militare per gli alunni, e per le alunne la puericultura che prima era economia domestica. Queste materie erano valutate. Guardandosi indietro, le è mai capitato di sentirsi "vittima" di uneducazione incompleta? Nel senso: le capita di avvertire la sensazione di non aver potuto avere una formazione libera, obiettiva, intellettualmente onesta e capace di darle una visione più aperta del mondo? Certo, ho sentito la mancanza di uneducazione democratica, non sapevamo che negli altri Stati esistevano vari Partiti e varie elezioni che portavano ad un governo voluto dal popolo. Da noi non era cosi, noi pensavamo che il Duce ci portasse alla salvezza, al benessere. Intervista effettuata da Gallo Barbara, Frazza Chiara, Tomasetto Linda e Munerato Sara . |