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La donna e il regime "Se si diminuisce, signori, non si fa lImpero, si diventa una colonia." Benito Mussolini, "Atlante storico sul fascismo", Demetra, pag.117
Le protagoniste della battaglia demografica e le artefici della rinascita italica sono le donne. Le più prolifiche, quelle che partoriscono più di sette figli, sono premiate dal regime con doni come pentole, scolapasta e corredini. Sono posti dei limiti alla carriera delle donne nel campo del lavoro. Infatti, lemancipazione femminile è considerata la principale causa del declino della natalità. Il regime incentiva il matrimonio. Dallautorità del padre la donna passa presto a quella del marito, che pretende da lei assoluta obbedienza. "La donna deve obbedire. La mia opinione della sua parte nello Stato è in opposizione ad ogni femminismo. Nel nostro Stato essa non deve contare. In Inghilterra le donne sono superiori di tre milioni agli uomini, da noi le cifre sono uguali. Sa dove andranno a finire gli Anglosassoni? Nel Matriarcato." E. Ludwig, Colloqui con Mussolini
Il fascismo le vuole mogli, madri attente, perfette casalinghe, ma allo stesso tempo le desidera attive e partecipi alla vita del Paese. Come luomo, anche la donna realizza se stessa, servendo la Nazione. Il suo compito è fondamentale ed il regime ne sottolinea limportanza in ogni occasione. Amare il valore della famiglia, dedicarsi instancabilmente ai lavori domestici, appoggiare il marito nella sua azione fascista ed instillare nei figli lamor di patria: questi sono i sacri obiettivi della sua esistenza. Le donne, però, non si tirano indietro di fronte alla richiesta di una loro partecipazione più attiva allinterno della società. Lala più progressista del partito fascista, infatti, pur sottolineando che la casa e la maternità sono il fine ultimo femminile, ammette limportanza del lavoro delle donne in momenti molto duri per la Nazione (per esempio durante il conflitto bellico o nellimmediato dopoguerra).
Donne che puliscono le strade durante uno sciopero degli spazzini, "Atlante storico sul fascismo", Demetra, pag119
Esistono, a partire dal 1921, i Fasci Femminili.
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