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Ersilia Lopresti ] Marta Sironi ] Paola Gallegati ] Rose von Lutz ] Decio Molignoni ] Assunta Nicolodi ] Albina Jurisa ] Lavinia Conciatore ] Ida Giacone ] Lucia Irsara ]

Interviste

PREMESSA

La nostra ricerca mira a raccogliere informazioni relative all’attività didattica ed alla formazione culturale nel periodo fascista, con particolare attenzione per la figura della donna sia come insegnante che come alunna. E’ importante avere fonti dirette che ci testimoniano quanto noi stiamo ricercando.

 

INTERVISTA ALL’INSEGNANTE

  1. Come si chiama?
  2. In che anno è nato/a?
  3. Che titolo di studio ha conseguito?
  4. Quanto durava il percorso formativo dell’insegnante?
  5. Quali erano le materie che caratterizzavano il suo percorso formativo?
  6. Secondo la sua esperienza, il grado di preparazione degli insegnanti era sufficiente?
  7. A quanti anni ha iniziato ad insegnare?
  8. Quanti anni aveva nel momento in cui si è instaurata la dittatura?
  9. Se insegnava già prima, quali cambiamenti ha dovuto apportare al suo stile d’insegnamento con l’ascesa della dittatura?
  10. Lei come ha vissuto il passaggio dalla monarchia costituzionale al regime dittatoriale?
  11. In quale modo venivano impostate le lezioni?
  12. Voi insegnanti ritenevate giusto tutto ciò che veniva imposto dal regime? Se no, avete mai pensato di organizzarvi in modo da esprimere il vostro dissenso?
  13. "Credere, obbedire, combattere": in che modo questo motto veniva applicato nella vita scolastica di tutti i giorni?
  14. Quale preparazione avete dovuto ricevere voi insegnanti per adeguarvi alla nuova ideologia?
  15. Che percentuale di insegnanti uomini e donne esisteva?
  16. Che rapporto instauravate voi con gli alunni Vi comportavate in modo severo o avevate un buon dialogo?
  17. Le classi erano miste oppure no?
  18. Qual'era il vosto atteggiamento educativo nei confronti dei bambini e delle bambine?
  19. Qual'era l’iter tipo di una lezione: alzabandiera, saluto al Duce, preghiera, ecc…?
  20. I libri di testo che usavate esaltavano la politica del regime?
  21. L’apprendimento avveniva su un unico testo, di cui abbiamo letto alcuni brani. In essi emergeva una particolare immagine della donna: il suo compito era quello di dedicarsi completamente alla famiglia ed ai lavori domestici. La scuola contribuiva ad alimentare questa concezione della donna? In che modo?
  22. Chi non aveva la tessera del partito veniva automaticamente licenziato, quali altri motivi mettevano a rischio il posto di lavoro? Ha mai avuto problemi da questo punto di vista? Se sì, quali?
  23. Nel condurre le lezioni, si manteneva politicamente imparziale?
  24. Di quali strumenti didattici disponevate?
  25. Il programma potevate stabilirlo voi insegnanti autonomamente o era già deciso?
  26. Con la Riforma Gentile ai licei tradizionali si affiancano nuovi istituti,tra cui quello magistrale: come venne accolto e come fu considerato in seguito?
  27. Con l’avvento della Riforma Gentile sappiamo che le diverse forme di conoscenza vengono subordinate dalla filosofia: è vero? E poi, c’è stata un’effettiva riduzione dell’importanza delle discipline scientifiche, dell’educazione fisica, delle attività pratiche?
  28. Che importanza aveva la religione cattolica nella scuola?
  29. Alcune materie che si insegnavano in passato e che ora sono scomparse dai curricoli formativi, ad esempio:calligrafia, lavori donneschi, igiene e pulizia personale, comportamento morale e civile, ritiene che sarebbero ancora proponibili o utili al giorno d’oggi?
  30. Da parte del regime c’era un sistema di controllo che verificasse la concreta esecuzione degli ordini trasmessi attraverso circolari o altro?
  31. In base a quali criteri venivano valutati gli alunni e com’erano espressi i voti?
  32. La scuola era realmente accessibile a tutti o solo alcuni privilegiati potevano accedere agli studi?
  33. Qual era il monte orario settimanale? Erano previsti rientri pomeridiani? C’era la pausa? Esistevano spazi ricreativi?
  34. Esisteva un particolare abbigliamento per l’insegnante e l’alunno?
  35. A quanto ammontava il suo stipendio? C’era qualche differenza fra la retribuzione di insegnanti uomini ed insegnanti donne?  Il suo compenso era sufficiente per il mantenimento di un livello accettabile di vita? E in relazione alla pensione?
  36. Quanti giorni in media, le spettavano per le ferie? Esse com’erano distribuite nell’arco dell’anno?
  37. In caso di malattia, si era tutelati(retribuzione, assistenza sanitaria, …)?
  38. Quali conseguenze in ambito lavorativo comportava la gravidanza per un’insegnante?
  39. La vita dell’insegnante al di fuori della scuola prevedeva lo svolgimento di precise attività? Se sì,quali?
  40. Conosceva qualcuno che insegnava nelle Katakombenschulen? Queste persone sono state scoperte? Se sì,quali conseguenze hanno subito?
  41. Gli alunni erano anche di lingua tedesca? Se sì, che problemi c’erano (in relazione alla lingua, ai libri di testo, …)?
  42. I provvedimenti presi dal regime per l’Alto Adige erano diversi rispetto a quelli previsti per tutto il resto d’Italia? Ci può dare qualche esempio, se le viene in mente, di normativa particolare?
  43. Come ha vissuto lei l’italianizzazione, anche scolastica, del Südtirol?
  44. Quali erano, a suo parere, le maggiori difficoltà a cui un insegnante poteva andare incontro per quanto riguarda la realtà locale?

 

INTERVISTA ALUNNI

  1. Quando è nata?
  2. A che età ha iniziato a studiare?
  3. Quanti anni di scuola erano obbligatori?
  4. Potevano accedere tutti alla scuola?
  5. Era obbligatorio indossare una divisa? Ce la può descrivere?
  6. Ci può descrivere una sua giornata scolastica tipo(dal saluto al Duce, alle lezioni, alle preghiere, pause, ecc…)?
  7. Faceva parte di una classe mista o prevalentemente femminile?
  8. Che ruolo avevano religione, educazione fisica e attività pratiche nella sua educazione?
  9. Qual'era il rapporto insegnante-alunno?
  10. Erano previste punizioni per chi si comportava male? Se sì, quali?
  11. Tra voi bambini, in caso di castighi, scattava il meccanismo della solidarietà?
  12. Quali stati d’animo provavate voi bambini nei confronti dell’insegnante?
  13. Che idea si era fatta del Duce in base a quello che si diceva a scuola ed in famiglia?
  14. Durante le lezioni voi bambini potevate partecipare attivamente o eravate costretti ad una presenza passiva?
  15. Era difficile per voi bambini rispettare le rigide norme di disciplina che vi venivano imposte dagli insegnanti?
  16. Nelle manifestazioni pubbliche (vedi il sabato fascista), che ruolo specifico avevate voi bambini?
  17. Voi bambini vi rendevate conto della realtà storica che stavate vivendo e potevate confrontarvi con i vostri insegnanti sui grandi temi di attualità?
  18. Nei "discorsi da bambini" entrava a far parte, in un certo qual modo, anche la politica (discriminazioni in base alle posizioni politiche dei genitori o cose di questo tipo)?
  19. Vi è capitato di perdere un vostro insegnante a causa delle sue opinioni politiche? L’eventuale licenziamento veniva in qualche modo strumentalizzato?
  20. Quale materiale dovevate portare sempre con voi a scuola?
  21. Quali erano le sue materie di studio preferite e perché?
  22. C’era un insegnante con cui lei riusciva ad aprirsi di più?
  23. La vostra vita extrascolastica aveva delle conseguenze sulle valutazioni scolastiche (per esempio per quelle discipline come comportamento civile e morale, cultura fascista,…)?
  24. Quella libertà che a scuola vi toglievano, la cercavate in altri ambiti, come per esempio l’oratorio o i gruppi sportivi?
  25. Vi venivano assegnati parecchi compiti da fare a casa?
  26. Disponevate a sufficienza di tempo libero?
  27. Come vi dovevate rivolgere all’insegnante e quale atteggiamento dovevate tenere al suo cospetto?
  28. La vostra scuola possedeva una biblioteca? Se sì, le letture erano controllate o libere?
  29. L’apprendimento richiesto era essenzialmente di tipo nozionistico-mnemonico oppure no?
  30. Rispetto ai compagni maschi voi bambine vi sentivate o venivate trattate in modo da sentirvi "diverse", inferiori, discriminate, …?
  31. L’insegnante vi trattava in modo diverso rispetto ai bambini? Vi venivano richieste competenze o atteggiamenti diversi rispetto a quelli maschili?
  32. Guardandosi indietro, le è mai capitato di sentirsi "vittima" di un’educazione incompleta? Nel senso: le capita di avvertire la sensazione di non aver potuto avere una formazione libera, obiettiva, intellettualmente onesta e capace di darle una visione più aperta del mondo?