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  Insegnanti ed educazione

"La scuola italiana in tutti i suoi gradi e i suoi insegnamenti si ispiri alle idealità del Fascismo, educhi la gioventù italiana a comprendere il Fascismo, a nobilitarsi e a vivere nel clima storico creato dalla Rivoluzione fascista"

Mussolini, Internet, www.trovarsiinrete.org

LA POLITICA SCOLASTICA

Il fascismo va al potere senza un preciso programma di politica scolastica ma con intenti tutt'altro che progressisti. Il programma pubblicato dal "Popolo d'Italia" il 27 dicembre 1921 promette genericamente l'intensificazione della lotta contro l'analfabetismo, l'effettivo prolungamento dell'obbligo fino alla sesta classe per i comuni in grado di sostenere le spese e fino alla quarta per gli altri, l'assegnazione alla scuola popolare di un carattere rigorosamente "nazionale" ed il controllo severo sui maestri e sui programmi perché non si discostino dalle finalità indicate dall'alto.

Il regime si occupa della scuola primaria in quanto la considera efficace strumento di propaganda, primo gradino di un lungo processo d'indottrinamento volto a formare uomini ciecamente disposti a "Credere, obbedire, combattere"; ed a questo fine le affianca l'Opera Nazionale Balilla (ONB, istituita con la legge 3 aprile 1926, poi denominata Gioventù Italiana del Littorio, GIL). L’altra potente organizzazione educativa è la GUF (gioventù universitaria fascista).

Il controllo e l'utilizzazione della scuola primaria quale strumento del regime è completata dai programmi Ercole (ottobre 1934), il cui fine risulta chiaramente dalle parole del Duce che ne costituiscono la premessa: "La scuola italiana in tutti i suoi gradi ed i suoi insegnamenti si ispiri alle idealità del fascismo, educhi la gioventù italiana a comprendere il fascismo ed a vivere nel clima storico creato dalla rivoluzione fascista".

Giuseppe Bottai, ministro dell’Educazione Nazionale, redige la "Carta della Scuola", documento programmatico approvato dal Gran Consiglio del fascismo nel 1939 in vista di una prossima riforma di cui gli eventi impediranno la realizzazione. Alcune "dichiarazioni" riguardano la scuola di base. La IX dice a questo proposito:

la scuola "elementare" dal sesto al nono anno si distingue nei programmi, negli ordinamenti, nei metodi in urbana e rurale; e dà una prima concreta formazione del carattere.

La scuola "del lavoro" dal nono all'undicesimo anno suscita con l'esercizio pratico, organicamente inserito nei programmi di studio, il gusto, la coscienza e l'interesse del lavoro manuale.

Rimane irrealizzato un progetto reazionario, l'istituzione di un "ordine femminile" (dichiarazione XXI) che avrebbe posto fine alle scuole promiscue e confinato le donne in un apposito ghetto non avente altro sbocco professionale che l'insegnamento nelle scuole materne e forse elementari.

 

GLI INSEGNANTI

Gli insegnanti elementari, ai quali come a tutti gli impiegati dello Stato è imposta la tessera del partito, sono coattivamente spinti ad aderire all'associazione fascista della scuola; la loro libertà didattica è definitivamente stroncata dall'introduzione del libro di Stato (legge 7 gennaio 1929) diverso per le scuole urbane e rurali, maschili e femminili.

 

L'ora di educazione fascista, nell'aula di una scuola elementare. Il mondo della scuola mitizza il duce fino all'ossessione e al grottesco lo stesso si verifica nella letteratura fascista per bambini e ragazzi, integrata da illustrazioni patriottiche ed edificanti. Ecco come un ragazzo descrive un viaggio a Roma:" Ho visto il Colosseo. E ho visto il Paladino. E il Campidoglio. E qualcuno ho visto ieri che non dimenticherò mai più: il Duce! L'ho visto in piazza Venezia: ad un balcone, diritto, con la sua mascella quadrata e gli occhi d'aquila. Ho udito la sua voce potente. Ad ogni frase è uno scoppio formidabile di applausi. E' stato un delirio". Lo stile, dolce e sicuro, rivela la mano dell'insegnante, Internet, www.trovarsiinrete.org

 

Il fascismo ha creato dei decaloghi per ogni professione. Il decalogo della maestra di scuola recita così:

  1. Maestre. "da voi non poco la patria aspetta" ché "…al dolce raggio delle pupille vostre il ferro e il fuoco domar fu dato"(Leopardi).
  2. Educatrice e madre sono due missioni che, associandosi nella stessa persona, sublimano la virtù del sacrificio.
  3. Più che le parole cura le opere: la prime volano, le seconde restano.
  4. Benché donna, non mancar mai ove si rende omaggio al valore, al sapere, alla virtù.
  5. Dà tutto il tuo contributo di fede ed opere alle iniziative che hanno per fine di aiutare a migliorare il popolo.
  6. Preferisci la scoletta rurale ed il "borgo selvaggio" ove tanto bene puoi fare, alla città ove l’opera tua si perde nel numero.
  7. La moda che un’educatrice dovrebbe aver più cura di diffondere è quella che insegna alle donne a rendere agli uomini gradita la casa.
  8. Il più ambito premio per una maestra è quello di vedersi additare come esempio dalle alunne divenute madri.
  9. La vita dignitosa, l’amore al tuo ufficio, le opere a favore del popolo in mezzo al quale vivi, sono sentinelle vigili contro ogni insidia alla tua persona e alla tua reputazione.
  10. Educatrice vera è colei che dimentica la sua povertà e i suoi dolori per diffondere coraggio, speranza e fede nei molti che soffrono.

 

STRUMENTI SCOLASTICI

PAGELLE

    Il regime fascista usa la parola e l’immagine come strumenti per costituire un uomo nuovo. Le pagelle si trasformano infatti in strumenti di formazione che usano appunto la forza delle immagini: in esse, attraverso una grafica potente e attraente, e colori esplosivi veniva descritto ogni avvenimento cardine del regime: dall’impero, alla battaglia del grano, alla guerra.

     

    Pagelle del periodo fascista

     

QUADERNI

    Anche le copertine dei quaderni hanno una ricchezza iconografica non indifferente

    Frontespizio di un quaderno del 1941

     

    A solo un anno dal 28 ottobre 1922, dalla Marcia su Roma, l’ideologia fascista si dispiega sui piccoli oggetti di vita quotidiana. Su un quaderno del 1923, nella quarta di copertina, spunta il primo decalogo dell’era fascista.

    Il quaderno del 1923 non è un quaderno qualsiasi. Si tratta del quaderno Balilla: in prima di copertina in una cornice barocca con a sinistra il fascio littorio, c’è un balilla in camicia nera che saluta romanamente la patria in sembianti femminili. Non manca una frase di Mussolini: "Ai fanciulli d’Italia perché crescano e si esaltino nell’amore della grande patria immortale". Gli scopi che hanno portato alla pubblicazione del quaderno del Balilla possono riassumersi in poche parole : offrire ai giovinetti e alle giovinette delle scuole primarie e secondarie, un quaderno a carattere nazionale fabbricato con ottima carta e modico prezzo.

     

LIBRI DI TESTO

C’era solo il minimo indispensabile, si andava a scuola solo con il sussidiario, il libro di lettura e la penna. Il nazionalismo prevede un libro di testo unico dalla Sicilia al Brennero, un libro di lettura e un sussidiario. Li davano gratis, questo bisogna ammetterlo, c’era questo vantaggio. Il libro di lettura iniziava dicendo: " I bimbi d’Italia si chiaman Balilla". Mi ricorderò sempre un tema che diceva : " Suonavano a distesa le campane di Rocca delle Camminate". Rocca delle Camminate era una frazione di Predappio , nel forlinese, dove è nato Mussolini e dove è sepolto. Potete immaginarvi, per la nascita di un bambino non si suonano le campane, ma dovevano metterla in questi termini, non si poteva semplicemente scrivere il  29 luglio del 1883 è nato Benito Mussolini "Le campane di Rocca delle Camminate suonavano a distesa", era un tripudio, in fieri.

Intervista al Direttore didattico Decio Molignoni

Libro di lettura della terza classe

 

ORE DI MUSICA, DI RELIGIONE E DI EDUCAZIONE FISICA

La religione era impostata secondo lo stile vecchio: bisognava sapere tutto a memoria e a noi questo non piaceva. Frequentavamo volentieri l’ora di religione, proprio perché si poteva parlare tedesco. Ginnastica era molto severa…

Cantavamo sempre una canzone a scuola che faceva così:

"Coi baffi di Hitler faremo spazzolini

lucideremo le scarpe di Benito Mussolini

ONB per il Duce sempre sì

Adua è liberata

è ritornata a noi

Adua è conquistata

è ritornata a noi

ah, vittoria va

tutto il mondo sa…"

"Faccetta nera sarai romana

e per bandiera ti darem quella italiana

e ti porteremo a Roma liberata

dal sole nostro tu sarai baciata

e verrai in camicia nera pure te..

…anche le attività pratiche erano severissime. Ho ancora a casa un centrino sulla lavatrice, è stato difficile farlo, perché ero molto negata e ogni volta mi inventavo una scusa, come il mal di testa, per non fare questi lavori; non mi piacevano i lavori manuali."

Intervista alla Signora Von Lutz Rose

 

"Libro e moschetto fascista perfetto" , Mussolini, Internet, www.trovarsiinrete.org