Non previsti dai protocolli di monitoraggio
negli anni precedenti, i focus groups con i ragazzi
delle elementari e delle medie sono stati condotti
in 6 istituti comprensivi e in 1 scuola media.
I focus in totale sono stati 11 ed hanno consentito
al team di rilevare le opinioni di circa 115
studenti.
In tutte le scuole la proposta di ascoltare
i ragazzi è stata colta con grande favore
ed interesse. Docenti e dirigenti hanno favorito
gli incontri ritenendo gli alunni - anche i più piccoli
- interlocutori seri e competenti.
Aver realizzato questi focus è risultato utilissimo. Abbiamo
sempre trovato negli insegnanti molta attesa, accompagnata da una certa
ansia, di sapere come si erano espressi i ragazzi. La restituzione
al gruppo dei docenti dell’immagine che di loro avevano gli alunni, è stato,
infatti, uno dei momenti “emotivamente più carichi”di
questi incontri: il confronto proposto dal team tra le opinioni dei
docenti e quelle dei ragazzi ha offerto gli spunti di riflessione più interessanti
e significativi.
Si è trattato di un’operazione
delicata, che ha richiesto attenzione, cautela,
competenze relazionali di buon livello.
La conduzione di questi focus è stata più libera, rispetto
a quelli condotti con gli altri interlocutori. Non sono state somministrate
preventivamente le scale di atteggiamento, né ci si è riferiti
in modo esplicito, durante gli incontri, al POF o alle innovazioni
dell'autonomia. Si è cercato piuttosto di esplorare - sia tramite
domande dirette sia utilizzando l'analogia - come i cambiamenti in
atto nella scuola si declinino in climi relazionali, approcci didattici,
consapevolezza collettiva. Su queste tematiche i ragazzi si sono dimostrati
maturi e competenti.
Le riflessioni dei ragazzi rimandavano a profondissime
questioni di ordine curricolare, didattico, relazionale
e organizzativo.
Abbiamo voluto riportarle di seguito, mantenendo il più possibile
il carattere di genuinità e freschezza che le ha contraddistinte
e che ci ha particolarmente colpiti.