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Verso un traguardo


 
 Monitoraggio di qualità dell'autonomia scolastica 2001-2002

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2.3 Responsabilità : condivisione, istituti comprensivi, autovalutazione, studenti, genitori

Nota descrittiva

Condivisione

In quale misura le componenti scolastiche sentono “propri”i diversi elementi ( umani, progettuali, organizzativi) implicati nell’azione formativa? Quanto si sentono responsabili delle persone, idee e azioni coinvolte nei processi scolastici?

Il macroindicatore “responsabilità”ha inteso riassumere i diversi livelli di possibile “paternità”espressa dagli operatori scolastici, ovvero la loro capacità di tutelare e sentire come proprie le ideazioni e le realizzazioni dell’offerta formativa.
L’osservazione segnala al riguardo che:
- gli organi collegiali non sono più il luogo dell' elaborazione e dell’effettiva condivisione della progettazione scolastica. Queste, invece, vengono assunte da strutture funzionali quali lo staff di progetto, i dipartimenti disciplinari e le funzioni obiettivo;
- si registra un tentativo di ridistribuzione della leadership all’interno della scuola, anche se non mancano episodi di delega al dirigente scolastico e alle funzioni obiettivo;
- nella scuola appare ancora marcata la responsabilità individuale del docente nei confronti del proprio progetto.
Il mancato utilizzo, in termini di ”risorse”di studenti, genitori e altri possibili interlocutori, sembra segnalare una responsabilità della scuola ancora contratta e circoscritta al proprio sapere ed operare.

Le voci

docenti

…il POF è stato condiviso in gruppi..
…siamo in una fase di rodaggio…: è facile dire F.O., ma bisogna capire ruolo, funzioni…
…sono sempre gli stessi…poche persone, tanti incarichi…
…è successo che gli altri non hanno accettato di assumere l'incarico…
…in parte c'è delega…
…no, non sono d'accordo, alcuni collaborano di più nell'ombra…
…ci sono persone con prestigio e sono riconosciute…
…alcuni subiscono, alcuni delegano…non c’è accordo su questo…
…la funzione è gravosa…
…ci sono conflitti…alcuni ritengono che certi colleghi non riconoscano il loro ruolo…
…è notevole che non ci sia la corsa al riconoscimento economico…
…i genitori sono stati ascoltati anche troppo…
…vengono (i genitori) per i viaggi di studio…
…diffidenza reciproca (genitori e insegnanti)…
…la collaborazione con i genitori è bellissima e la classe funziona bene…
…nel consiglio di classe ci conosciamo da 10 anni, ci muoviamo insieme…facciamo in modo che ci
sia la condivisione…
…abbiamo tentato di aprire i corsi pomeridiani di studio assistito a tutti i ragazzi (sportello): ci
sono delle resistenze da parte dei colleghi che vogliono lavorare solo con i loro alunni…
…il POF lo sento come un altro pianeta…
…il POF è elaborato da un Gotha che ha voglia di fare, si sente di fare, forse perché viene
pagato…
…io non mi pongo neanche in relazione, non è una legge vincolante, se c'è scritto qualcosa che non
mi va non lo faccio…
…non c’è condivisione delle risorse finanziarie perché non c’è programmazione…
…non c'è la verifica su ciò che fa la funzione obiettivo, non è stato presentato uno straccio di
progetto, alla fine non c'è riscontro, non c'è una rendicontazione…
…FO nominate dall'alto…, mancanza di trasparenza e di rispetto…
…in collegio si vota senza partecipare…
…ci sono tantissimi conflitti tra i docenti che ricadono sulla classe, i ragazzi percepiscono una
certa incoerenza…
…alcuni docenti hanno più voce in capitolo…
…il POF non si può fare in 50 persone, ci sono dei colleghi che hanno lavorato prima…
…la cosa straordinaria è che c'è il POF, ma poi i docenti si comportano in modo diverso…
…è che c'è il POF e alla fine si tradisce il POF…
…non tutti siamo al nostro posto…
…gli incarichi sono a vita…
…c’è più specializzazione, ma anche più frammentazione…

Nota descrittiva

Istituti comprensivi

Gli Istituti Comprensivi sono il banco di prova delle nuove responsabilità dettate dalla legge sull’autonomia: in virtù della coesistenza sotto uno stesso "tetto istituzionale" di scuole di diverso grado, si pone in primo piano la necessità di condividere valori, scelte, progetti, azioni per realizzare effettivamente un'identità comune, culturale ed educativa.

Nel nuovo modello di leadership dell’istituto comprensivo il dirigente si colloca al centro di un sistema fittissimo di relazioni sociali ed educative e governa unitariamente le interconnessioni tra i vari ordini scolastici e le interazioni con gli enti esterni.
Tra gli istituti comprensivi osservati, quelli con esperienza progettuale pluriennale evidenziano, nelle scelte, maggiore coerenza tra la formalizzazione e la realizzazione del POF (dichiarato-agito), mentre in quelli di più recente costituzione appaiono contraddizioni e difficoltà nella progettazione e realizzazione di un’unitaria e organica offerta formativa.

Gli esiti dell’osservazione confermano il dibattito in atto che oscilla tra una lettura pessimista ed una ottimista.
"L’approccio negativo tende ad affermare che l’Istituto Comprensivo in questi anni è stato un semplice escamotage organizzativo, senza un’anima pedagogica, cioè, un puro matrimonio di interessi, dove l’incontro tra le diverse culture e le diverse professionalità non si è mai “consumato”, tale che oggi vive l’infelice situazione dei “separati in casa”. La tesi dei pessimisti è che nulla sia cambiato rispetto a prima e che quindi le “fatiche”della verticalità non siano compensate dalle “gioie”della comprensività…

C’è però una lettura più positiva e ottimistica della realtà, che vede nel “comprensivo”la culla del curricolo verticale, del progetto in continuità, cioè il contesto organizzativo meglio in grado di vincere le sfide educative di oggi e di domani, nel garantire le migliori opportunità di formazione a tutti i ragazzi in età evolutiva. A conferma di questa seconda ipotesi vengono portati a referto casi vissuti, esperienze osservate, motivazioni ritrovate, professionalità in crescita, rapporti generosi con il territorio.
L’Istituto Comprensivo, infatti, può essere per gli adulti che operano in esso un laboratorio di ricerca, cioè uno spazio dove farsi domande importanti e cercare risposte pertinenti...”*

* Giancarlo Cerini, Istituti Comprensivi: non ti scordar di me, in Educazione & Scuola, 9 ottobre 2002

Le voci

docenti

…ci sono molte problematiche che non vengono conosciute da ambedue gli ordini di scuola…
…finora è stato positivo…
…rapporti tra colleghi non sono semplici: entri nel territorio di un altro…
…insegnante delle medie collabora con le elementari…
…per lavorare non basta mettere insieme le persone, anche se si creassero gli spazi non sempre è
possibile lavorare al meglio…
…stiamo cercando di “parlare”con gli insegnanti delle medie…
…qualche riunione, un abbozzo, qualcosina da sviluppare…
…non sento l’esigenza di lavorare insieme…
…ci vuole una buona guida pedagogico-didattica e poi bisogna tirare fuori le nostre
responsabilità…
…bisogna incontrarsi spesso, condividere…alcuni si tirano indietro e non si può obbligarli…

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