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2.3 Responsabilità :
condivisione, istituti comprensivi, autovalutazione,
studenti, genitori

Nota descrittiva
Condivisione
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In quale misura le componenti
scolastiche sentono “propri”i diversi
elementi ( umani, progettuali, organizzativi) implicati
nell’azione formativa? Quanto si sentono
responsabili delle persone, idee e azioni coinvolte
nei processi scolastici?
Il macroindicatore “responsabilità”ha
inteso riassumere i diversi livelli di possibile “paternità”espressa
dagli operatori scolastici, ovvero la loro capacità di
tutelare e sentire come proprie le ideazioni
e le realizzazioni dell’offerta formativa.
L’osservazione segnala al riguardo che:
- gli organi collegiali non sono più il luogo dell' elaborazione
e dell’effettiva condivisione della progettazione scolastica. Queste,
invece, vengono assunte da strutture funzionali quali lo staff di progetto,
i dipartimenti disciplinari e le funzioni obiettivo;
- si registra un tentativo di ridistribuzione della leadership all’interno
della scuola, anche se non mancano episodi di delega al dirigente scolastico
e alle funzioni obiettivo;
- nella scuola appare ancora marcata la responsabilità individuale
del docente nei confronti del proprio progetto.
Il mancato utilizzo, in termini di ”risorse”di studenti,
genitori e altri possibili interlocutori, sembra segnalare una responsabilità della
scuola ancora contratta e circoscritta al proprio sapere ed operare.
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Le voci
docenti
…il POF è stato condiviso in gruppi..
…siamo in una fase di rodaggio…: è facile dire F.O., ma bisogna
capire ruolo, funzioni…
…sono sempre gli stessi…poche persone, tanti incarichi…
…è successo che gli altri non hanno accettato di assumere l'incarico…
…in parte c'è delega…
…no, non sono d'accordo, alcuni collaborano di più nell'ombra…
…ci sono persone con prestigio e sono riconosciute…
…alcuni subiscono, alcuni delegano…non c’è accordo su
questo…
…la funzione è gravosa…
…ci sono conflitti…alcuni ritengono che certi colleghi non riconoscano
il loro ruolo…
…è notevole che non ci sia la corsa al riconoscimento economico…
…i genitori sono stati ascoltati anche troppo…
…vengono (i genitori) per i viaggi di studio…
…diffidenza reciproca (genitori e insegnanti)…
…la collaborazione con i genitori è bellissima e la classe funziona
bene…
…nel consiglio di classe ci conosciamo da 10 anni, ci muoviamo insieme…facciamo
in modo che ci
sia la condivisione…
…abbiamo tentato di aprire i corsi pomeridiani di studio assistito a tutti
i ragazzi (sportello): ci
sono delle resistenze da parte dei colleghi che vogliono lavorare solo con
i loro alunni…
…il POF lo sento come un altro pianeta…
…il POF è elaborato da un Gotha che ha voglia di fare, si sente
di fare, forse perché viene
pagato…
…io non mi pongo neanche in relazione, non è una legge vincolante,
se c'è scritto qualcosa che non
mi va non lo faccio…
…non c’è condivisione delle risorse finanziarie perché non
c’è programmazione…
…non c'è la verifica su ciò che fa la funzione obiettivo,
non è stato presentato uno straccio di
progetto, alla fine non c'è riscontro, non c'è una rendicontazione…
…FO nominate dall'alto…, mancanza di trasparenza e di rispetto…
…in collegio si vota senza partecipare…
…ci sono tantissimi conflitti tra i docenti che ricadono sulla classe,
i ragazzi percepiscono una
certa incoerenza…
…alcuni docenti hanno più voce in capitolo…
…il POF non si può fare in 50 persone, ci sono dei colleghi che
hanno lavorato prima…
…la cosa straordinaria è che c'è il POF, ma poi i docenti
si comportano in modo diverso…
…è che c'è il POF e alla fine si tradisce il POF…
…non tutti siamo al nostro posto…
…gli incarichi sono a vita…
…c’è più specializzazione, ma anche più frammentazione…
Nota descrittiva
Istituti
comprensivi
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Gli Istituti Comprensivi sono
il banco di prova delle nuove responsabilità dettate
dalla legge sull’autonomia: in virtù della
coesistenza sotto uno stesso "tetto istituzionale" di
scuole di diverso grado, si pone in primo piano
la necessità di condividere valori, scelte,
progetti, azioni per realizzare effettivamente
un'identità comune, culturale ed educativa.
Nel nuovo modello di leadership
dell’istituto comprensivo il dirigente
si colloca al centro di un sistema fittissimo
di relazioni sociali ed educative e governa unitariamente
le interconnessioni tra i vari ordini scolastici
e le interazioni con gli enti esterni.
Tra gli istituti comprensivi osservati, quelli con esperienza progettuale
pluriennale evidenziano, nelle scelte, maggiore coerenza tra la formalizzazione
e la realizzazione del POF (dichiarato-agito), mentre in quelli di più recente
costituzione appaiono contraddizioni e difficoltà nella progettazione
e realizzazione di un’unitaria e organica offerta formativa.
Gli esiti dell’osservazione
confermano il dibattito in atto che oscilla tra
una lettura pessimista ed una ottimista.
"L’approccio negativo tende ad affermare che l’Istituto
Comprensivo in questi anni è stato un semplice escamotage organizzativo,
senza un’anima pedagogica, cioè, un puro matrimonio di interessi,
dove l’incontro tra le diverse culture e le diverse professionalità non
si è mai “consumato”, tale che oggi vive l’infelice
situazione dei “separati in casa”. La tesi dei pessimisti è che
nulla sia cambiato rispetto a prima e che quindi le “fatiche”della
verticalità non siano compensate dalle “gioie”della comprensività…
C’è però una
lettura più positiva e ottimistica della
realtà, che vede nel “comprensivo”la
culla del curricolo verticale, del progetto
in continuità, cioè il contesto
organizzativo meglio in grado di vincere le
sfide educative di oggi e di domani, nel garantire
le migliori opportunità di formazione
a tutti i ragazzi in età evolutiva.
A conferma di questa seconda ipotesi vengono
portati a referto casi vissuti, esperienze
osservate, motivazioni ritrovate, professionalità in
crescita, rapporti generosi con il territorio.
L’Istituto Comprensivo, infatti, può essere per gli adulti
che operano in esso un laboratorio di ricerca, cioè uno spazio
dove farsi domande importanti e cercare risposte pertinenti...”*
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* Giancarlo
Cerini, Istituti Comprensivi: non ti scordar di me,
in Educazione & Scuola, 9 ottobre 2002
Le voci
docenti
…ci sono molte problematiche che non vengono
conosciute da ambedue gli ordini di scuola…
…finora è stato positivo…
…rapporti tra colleghi non sono semplici: entri nel territorio di un altro…
…insegnante delle medie collabora con le elementari…
…per lavorare non basta mettere insieme le persone, anche se si creassero
gli spazi non sempre è
possibile lavorare al meglio…
…stiamo cercando di “parlare”con gli insegnanti delle medie…
…qualche riunione, un abbozzo, qualcosina da sviluppare…
…non sento l’esigenza di lavorare insieme…
…ci vuole una buona guida pedagogico-didattica e poi bisogna tirare fuori
le nostre
responsabilità…
…bisogna incontrarsi spesso, condividere…alcuni si tirano indietro
e non si può obbligarli…
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